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Cannabis e Sport: quali sono i reali benefici?

L’assunzione di cannabis non porta ad un miglioramento delle performance durante le gare o gli allenamenti,

Novembre 16, 2018
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La cannabis ha un impatto sulla salute degli atleti e sulle prestazioni durante gli allenamenti e le gare? Per capirne di più citiamo una ricerca pubblicata lo scorso agosto dal titolo Cannabis and the Health and Performance of the Elite Athlete.

Gli studi che mettono in relazione sport e cannabis al momento scarseggiano tuttavia i primi dati evidenziano innanzitutto che non ci sono prove che l’uso della cannabis possa portare ad un miglioramento delle performance durante le gare o gli allenamenti.

Sebbene non vi sia ancora un quadro chiaro di quanti atleti professionisti utilizzano la cannabis, i ricercatori affermano che è possibile parlare di efficacia dei cannabinoidi ‘limitata’ alla gestione del dolore.


“Sebbene le prove di gravi danni derivanti dall'uso di cannabis sulla salute degli atleti siano limitate, si dovrebbe essere consapevoli circa il potenziale abuso. Sebbene la prevalenza del consumo di cannabis tra gli atleti professionisti non sia ben nota, l'uso è associato ad alcuni sport in particolare. Non ci sono prove per l'uso di cannabis come farmaco che migliora le prestazioni”.

Quali sono gli sportivi che consumano Cannabis?

Le indagini condotte hanno evidenziato come l’utilizzo di cannabis varia in base al sesso e allo sport. Nel campionato di basket professionistico femminile (NCAA), il 61% delle atlete utilizza la cannabis con finalità sociali o ricreative, mentre solo lo 0.6% ha dichiarato che l’utilizzo della cannabis aveva come obiettivo il miglioramento delle performance.

Esiste una letteratura contrastante nel consumo di cannabis tra gli atleti professionistici e non, alcuni studi sottolineano una maggiore prevalenza del consumo di cannabis tra gli atleti d'élite e altri il contrario, questa differenza può riferirsi anche alle abitudini e alle percezioni che esistono riguardo alla cannabis.

La preliminare conclusione a cui i ricercatori giungono è che il consumo di cannabis sia più legato a ragioni di carattere sociale che di performance sportiva.

Gli studi su Cannabis e Sport

Tra i primi ricercatori che hanno esplorato i potenziali effetti benefici della cannabis nello sport, ci sono Christopher Steadman e Anvesha Singh.

In un test, realizzato nel 1975, hanno esposto 20 volontari ad aspirare 1,4 g di cannabis contenente 1,3% di THC attraverso un tubo di vetro; è stata utilizzata anche una soluzione placebo utilizzando una varietà di cannabis senza THC. 

I soggetti sono stati sottoposti a test di forza muscolare, capacità di lavoro fisico, capacità vitale forzata (FVC) e portata di espirazione. Non sono state rilevate variazioni degne di nota.

Fino all’inizio degli anni ottanta scienziati e ricercatori erano d’accordo sul fatto che l’utilizzo della cannabis tra gli sportivi avesse più pericoli che vantaggi, oggi tuttavia è utilizzata nella sua interezza o nei singoli estratti, come il CBD, per lenire il dolore, contrastare uno stato infiammatorio o la ricerca di un momento di relax dopo una gara intensa.

Wada, il CBD non è doping

L’Agenzia mondiale antidoping ha confermato gli effetti benefici del CBD soprattutto in caso di infortunio e dopo attività sportive ad alto impatto fisico, e non è descritta come sostanza dopante. 

Il CBD potrebbe essere utile in quelle attività sportive con un alto livello di stress per il nostro fisico, come le ultramaratone, gli sport di contatto come lotta, pugilato o il football americano.

L'insonnia del dopo gara

Molti sportivi dopo performance intense, sia che parliamo di sport di squadra o individuali, hanno difficoltà ad addormentarsi ed il cannabidiolo potrebbe essere utile.

Citando uno studio preclinico condotto in Gran Bretagna presso il Porton Down Science Park, sono scaturite ipotesi su come il CBD potrebbe influenzare il sonno.

Tuttavia il CBD da solo non potrebbe non bastare per una buona qualità del sonno, è necessario accompagnare all’assunzione del cannabidiolo anche buone e pratiche abitudini, come quella di riposare in un luogo tranquillo, lontani da dispositivi elettronici e non consumare, ad esempio, eccessiva caffeina.

 

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