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Cannabis e Terapie antitumorali: gli effetti dei Cannabinoidi

“È fondamentale migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini sull’importanza degli stili di vita sani"

Settembre 11, 2018
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La Scienza, ormai da anni, sta indagando il ruolo dei Cannabinoidi nella cura del cancro. Parliamo di differenti tipologie di malattie, spesso con cause distinte che colpiscono organi e tessuti diversi, ed ognuna di esse richiede terapie disparate e particolari.

In questo articolo parleremo della relazione tra Cancro e Cannabis, cosa è stato scoperto fino ad oggi circa la cura dei tumori, e di come eventualmente il CBD e il THC agiscono in un simile contesto.

Prima di entrare nello specifico degli Studi è necessario chiarire come le “ricerche anti cancro” che hanno evidenziato gli effetti antitumorali dei Cannabinoidi sono Studi preclinici e non abbiamo ancora documentazioni scientifica negli esseri umani con informazioni precise sul ruolo che svolge il sistema endocannabinoide.

 

Il ruolo dei Cannabinoidi, cosa dice la Scienza?

Uno Studio pubblicato nel 2016, dal titolo “L’uso dei Cannabinoidi come agenti antitumorali, ha evidenziato come i cannabinoidi attivano un processo che porta alla stimolazione della morte delle cellule antitumorali attraverso l’autofagia.
L’autofagia è un processo biologico che è alla base di patologie autoimmuni e degenerative che permette alle nostre cellule di rinnovarsi, distruggendo quelle che sono diventate inutili.

Il team di ricerca ha esplorato i meccanismi all'azione antitumorale dei cannabinoidi e le possibili strategie per sviluppare terapie combinatorie basate sui cannabinoidi per combattere il cancro. 

La Ricerca condotta dalla Queen Mary University di Londra, dove è stato analizzato l’effetto del CBD, sui topi affetti da tumori al Pancreas in associazione a farmaci tradizionali.

I topi che hanno avuto questo tipo di terapia, combinazione CBD e farmaco, hanno avuto una sopravvivenza media di 56 giorni, mentre gli animali sottoposti alla solo chemioterapia hanno vissuto media di 23,6 giorni.

In Italia negli ultimi 15 anni i casi di cancro al pancreas sono aumentati del 59%: “È fondamentale migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini e delle Istituzioni su questa neoplasia e sull’importanza degli stili di vita sani – spiega Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in un’intervista - in tutto il mondo i nuovi casi sono più che raddoppiati in un decennio.

Fumo, obesità e sedentarietà rappresentano i principali fattori di rischio. In particolare circa 3 casi di cancro al pancreas su 10 sono causati dal tabacco. Questi dati ci spingono a impegnarci di più sia sul fronte della prevenzione che della ricerca”.

 

La Situazione in Italia

In Italia il trend di incidenza delle malattie oncologiche appare in calo negli uomini e stabile nelle donne, secondo i dati diffusi da ilregistrodeitumori.it scenderebbe il numero di patologie legate allo stomaco e al colon – retto.

Nei confronti geografici, si osserva una maggiore uniformità tra l’incidenza registrata nelle regioni del Nord e del Centro Italia in entrambi i sessi rispetto alle regioni del Sud, dove ci sarebbero ancora effetti protettivi che sono legati agli stili di vita ed ai comportamenti.

La mortalità continua a diminuire in entrambi i sessi in maniera significativa perché si lavora su più fattori come la prevenzione primaria, la lotta al tabagismo, lo screening a livello nazionale ed il miglioramento delle terapie.

Le persone che hanno contratto la patologia nel 2005 - 2009 hanno avuto una sopravvivenza migliore rispetto a chi si è ammalato nel quinquennio precedente, sia negli uomini che nelle donne. Parliamo di piccole percentuali che tradotte significano migliaia di persone sopravvissute.

 

 

Intervista con il Dott. Massimo Nabissi

“Non penso che si possa trovare un singolo trattamento che sconfigga il cancro, anche perché le patologie tumorali sono molto diverse fra loro e ogni tipo di tumore richiederebbe una terapia mirata”, afferma Massimo Nabissi, ricercatore e docente presso l’Università di Camerino.

 

Dott. Massimo Nabissi

 

“I cannabinoidi – racconta Nabissi nella nostra intervista - hanno dimostrato (in studi pre-clinici) di funzionare in diverse patologie tumorali (polmone, seno, glioblastoma, pancreas, prostata, mieloma multiplo, melanoma), agendo come anti-tumorali e migliorando la risposta biologica dei chemioterapici, quando utilizzati in combinazione con cannabinoidi".

"Quindi quando si parla o pubblicizza ‘la molecola che cura il cancro’, qualunque essa sia, è un modo scientificamente poco corretto di spiegare un risultato scientifico e si rischia di illudere i pazienti affetti da tumore. Per i cannabinoidi si puo’ parlare di efficacia biologica (intesa come attività anti-tumorale), nei modelli di tumore studiati, in altri tipi di tumore non si hanno ancora dati scientifici".

 

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