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Cannabis T., i Cannabinoidi possono aiutare nella malattia di Huntingt

"I cannabinoidi potrebbero essere determinanti nel ritardare o cessare la progressione della malattia di Huntington, proteggendo alcuni neuroni dalla morte. Si ipotizza inoltre che i cannabinoidi esercitino un'azione neuroprotettiva riducendo in parte l'infiammazione e attivando reazioni antiossidanti"

Marzo 05, 2018
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La malattia di Huntington è una malattia neurodegenerativa genetica che in diversi casi colpisce durante la mezza età e va a minare la coordinazione muscolare oltre ad un declino cognitivo e problemi di carattere psichiatrico.

Dal 1993 se ne conosce la causa genetica come riporta la Lega italiana malattia Huntigton “si tratta di una mutazione da espansione di un tratto del DNA nel gene HTT, che produce una proteina anomala (chiamata huntingtina), che provoca la morte di cellule nervose (neuroni) in alcune aree del cervello.

Secondo la definizione dell’Unione Europea, “le malattie rare sono quelle che hanno una prevalenza inferiore a 5 casi su 10.000 persone; si stima che siano circa 15 milioni i cittadini dell’Unione Europea (a 27 membri) che soffrono o soffriranno di una malattia rara”.

La malattia prende il nome da George Huntington, il medico americano che l’ha descritta per la prima volta nel 1872, all'età di 22 anni, rappresentandola in tre punti fondamentali: la tendenza al suicidio e al disturbo mentale; l’ereditarietà; il carattere progressivamente invalidante.

 

 

Cannabis e trattamenti nella malattia di Huntington

Al momento non esiste una cura precisa per la malattia di Huntington, tuttavia la Ricerca ha studiato ed approfondito l’utilità della Cannabis nel trattamento di questa malattia.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Current Pharmaceutical Design analizza il legame tra le anomalie del sistema endocannabinoide e l’ipercinesia associata alla malattia di Huntington.

[L'ipercinesia è una classificazione dei disturbi del movimento che causa movimenti involontari ed eccessivi].

Gli autori di questo studio affermano che "I recettori CB1, il tipo di recettore coinvolto negli effetti motori degli agonisti ai cannabinoidi, sono significativamente ridotti nei gangli basali durante la progressione del HD (la malattia di Huntington) e questo rappresenta sia una spiegazione convincente per l'ipercinesia tipica di questo disturbo, sia una dimostrazione dell'utilità di migliorare la segnalazione del recettore CB1 in questa condizione clinica".

[I gangli basali sono un gruppo di nuclei situati alla base della parte anteriore del cervello e responsabili sia del controllo motorio volontario, sia delle funzioni cognitive].

Lo Studio afferma anche che alcuni agonisti di questi recettori possono lavorare per contrastare gli effetti causati dall'ipercinesia, ma non solo.

I cannabinoidi potrebbero essere determinanti nel ritardare o cessare la progressione della malattia di Huntington, proteggendo alcuni neuroni dalla morte. Si ipotizza inoltre che i cannabinoidi esercitino un'azione neuroprotettiva riducendo in parte l'infiammazione e attivando reazioni antiossidanti.
 
La Ricerca ha enormi passare da compiere tuttavia maggiori Studi ed investimenti in questo senso potrebbero essere molto utili per approfondire l’efficacia della Cannabis in questa specifica patologia, magari riuscendo ad offrire un alleato in più per i tanti pazienti che quotidianamente combattono la malattia.

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Tag: Blog , Cannabidiol , Cannabinoidi , CB1 , CBD , Enecta , Health , Hemp , MedicalCannabis , News , Omega3 , Omega6 , Recovery , Support
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