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CBD e rallentamento cognitivo, cosa dice la Scienza?

Secondo uno Studio condotto da un team di ricercatori il CBD potrebbe riportare a zero il deficit cognitivo causato dall’Alzheimer sperimentato sui topi

Settembre 27, 2017
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Quando parliamo di disturbi cognitivi intendiamo il deterioramento cerebrale caratterizzato da un’alterazione delle funzioni cognitive, quali la memora, il linguaggio, la percezione, l’incapacità di risolvere i problemi quotidiani.

La scienza ha condotti diversi studi su questa tipologia di malattie cercando di capire come la Cannabis ed il CBD in particolare possa rivelarsi un alleato per combatterle.
Per capirne di più citiamo uno studio condotto dall’Università di Harvard in collaborazione con gli studiosi dell’Università di Tuft pubblicato su Frontiers in Pharmacology.

Su chi è stato condotto lo Studio? Sono state prese in esame 24 persone che fanno uso di Cannabis per motivi di carattere medico ed è stata misurata la loro capacità cognitiva.

Cosa dicono i numeri? Dopo tre mesi di studio i pazienti avrebbero mostrato una migliore capacità nello sviluppo di alcuni compiti cognitivi. In questo caso si tratta di pazienti che si caratterizzano per una forte depressione e impulsività, ebbene i ricercatori hanno evidenziato un calo nel consumo di oppiacei e un miglioramento del sonno e dello stato psicofisico in generale.

Come hanno assunto la Cannabis? Bisogna specificare che le persone che hanno preso parte a questo studio hanno assunto la Cannabis in svariati modi, con vaporizzatori, infiorescenze o prodotti tipici. Ognuno di loro ha assunto diversi livelli di cannabinoidi, a seconda delle singole esigenze, quindi alcune varietà avevano un alto valore di CBD al contrario di alte che presentavano alti livelli di THC o THCA.

Cosa dice la Scienza? Un altro esempio concreto arriva da uno Studio condotto da un team di ricercatori secondo i quali il CBD potrebbe riportare a zero il deficit cognitivo causato dall’Alzheimer sperimentato in laboratorio sui topi, mentre in un medesimo Studio viene indagata l’azione neuroprotettiva dei cannabinoidi come fattore di prevenzione dell’Alzheimer.

Attualità - Parlando in termini di attualità, negli Stati Uniti dopo la legalizzazione della Cannabis nei singoli Stati, gli americani dai 55 anni in su che usano la Cannabis sono passati negli ultimi due anni da 2.8 milioni a 4.3 milioni.

Il "caso" California dove la marijuana per uso medico è autorizzata sono tanti gli anziani che vanno ai dispensari per scoprire i benefici del prodotto. Eva Aguillara, 80 anni, usa l’”erba” per aiutarsi con problemi di mobilità "Ogni medicina ha dei rischi – ha dichiarato la donna alla Cbs - io ho fatto la mia scelta".

Tag: Blog , Cannabis Terapeutica , CB1 , CBD , Enecta , Health , Hemp , HempOil
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