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Enecta, introduzione al CBG (Cannabigerolo): di cosa parliamo?

    Quando parliamo di Cannabis, concentriamo le nostre attenzioni in particolare sul THC ed il CBD, tuttavia non dobbiamo dimenticare come nella Pianta siano presenti oltre cento molecole, ognuna di esse con delle caratteristiche specifiche. In questo articolo cercheremo di scoprirne di più sul CBG, il Cannabigerolo,

Aprile 06, 2018
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Quando parliamo di Cannabis, concentriamo le nostre attenzioni in particolare sul THC ed il CBD, tuttavia non dobbiamo dimenticare come nella Pianta siano presenti oltre cento molecole, ognuna di esse con delle caratteristiche specifiche.

In questo articolo cercheremo di scoprirne di più sul CBG, il Cannabigerolo, una molecola che starebbe dimostrando un interessante potenziale terapeutico.
 

Cose è il CBG?

Il Cannabigerolo, noto come CBG, è un fitocannabinoide, che a differenza del THC, così come il CBD non è psicotropo.

Il CBG è stato scoperto per la prima volta nel 1964 dallo scienziato Y.Gaoni, ed è composto di acido cannabigerolico (CBGA), uno dei primi cannabinoidi che si formano nella pianta di cannabis.

Gaoni parla di un composto terpenofenolico, così come altri presenti nella Cannabis, e può essere suddiviso in tre diverse molecole che a loro volta presentano diverse proprietà chimiche che hanno applicazione in ambito terapeutico e farmaceutico.

Infatti durante la fase di maturazione della pianta di Cannabis, alcuni enzimi agiscono trasformando il CBGA in una varietà di cannabinoidi acidi, quali THCA, CBDA, e CBCA.

Il CBG è ritenuto un antagonista del recettore CB1 del sistema endocannabinoide.  Cosa significa? Significa che può inibire gli effetti degli agonisti del CB1, in maniera particolare del THC, e dunque interferire con gli effetti di altri cannabinoidi.

 

Il Potenziale Terapeutico del CBG

Nel 2015, i ricercatori del dipartimento di Biochimica e Biologia molecolare dell'università Complutense di Madrid, hanno evidenziato le proprietà neuroprotettive del CBG.

I ricercatori hanno usato due differenti modelli in vivo della malattia di Huntington nei topi, caratterizzata da un progressivo collasso delle cellule nervose nel cervello.

Lo studio ha scoperto che il CBG era molto attivo come neuroprotettore, apportando migliorie nei deficit motori e nello stesso tempo proteggendo i neuroni.

Il secondo studio che citiamo è stato pubblicato nel Journal of Neuroimmune Pharmacology nel 2012 ed ha approfondito se e come il CBG possa avere effetti sulla sclerosi multipla.

La Ricerca ha messo in luce come il cannabigerolo è un potente agente antiinfiammatorio e neuroprotettivo.

Il Team di ricercatori ha scoperto come il CBG aiuti a mediare i sintomi della sclerosi multipla, ed allo stesso tempo modula l'espressione dei geni chiave implicati nella malattia.

Come potete vedere, entrambi gli Studi giungono alla conclusione che il CBG da solo o in combinazione con altri cannabinoidi può interessanti notizie in ambito terapeutico.

La strada da compiere per la Ricerca è ancora molto lunga, tuttavia in futuro dalle pagine del nostro Blog continueremo a parlare di CBG e di come il mondo Cannabis possa supportare le disparate esigenze degli utenti.
 

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