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La Cannabis attenua i sintomi del morbo di Chron

Chi ha assunto olio di CBD ha evidenziato una riduzione dei sintomi della malattia, in sei casi su dieci sono stati osservati casi di remissione della patologia.

Ottobre 29, 2018
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La Cannabis per attenuare i sintomi del morbo di Chron. Le evidenze, presentate in occasione del congresso europeo di gastroenterologia di Vienna, sono preliminari ma di grande interesse per la comunità scientifica e l’opinione pubblica.

La malattia di Chron

Il morbo di Chron è un’infiammazione cronica intestinale che può colpire tutto il tratto gastrointestinale. I sintomi che caratterizzano questa patologia sono dolore addominale, diarrea cronica, perdita di peso e febbre.

Gli esami che permettono una corretta diagnosi sono: colonscopia, esame istologico, ecografia addominale e dell'intestino con radiografia del tenue, la tac enteroclisi o la risonanza magnetica addominale.

Lo studio condotto in Israele

Il primo studio di questo tipo è stato condotta presso il Meir Hospital di Tel Aviv ed ha coinvolto 46 pazienti affetti dal morbo di Chron in forme severe e moderate, trattati con farmaci immunosoppressori o biologici.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi, il primo è stato trattato con una soluzione placebo mentre il secondo con olio con una presenza di CBD al 15% e di THC al 4%.

Lo studio è durato otto settimane durante le quali ai pazienti sono stati monitorati i sintomi della malattia ed eventuali variazioni della qualità della vita.

Chi ha assunto l’olio ha evidenziato una riduzione dei sintomi della malattia, in oltre sei casi su dieci sono stati osservati casi di remissione della malattia. Sono scomparsi sintomi come il dolore addominale, la diarrea ed il senso di stanchezza.

Il morbo di Chron si caratterizza per un forte processo infiammatorio che viene contrastato ma non ridotto. I ricercatori sono giunti a questa conclusione attraverso una colonscopia e il dosaggio di alcuni marcatori specifici.

Timna Naftali, gastroenterologa, coordinatrice del team di ricerca, ha presentato i risultati dello studio a Vienna

Abbiamo dimostrato che la cannabis può produrre un miglioramento misurabile dei sintomi della malattia del morbo di Chron, ma questi sorprendentemente non si rilevano a livello intestinale o attraverso gli indicatori dell’infiammazione”.

Un elemento di sorpresa in quanto i cannabinoidi possono avere un effetto antinfiammatorio che in questo caso non è emerso.

Quindi secondo gli esperti ad oggi per la malattia di Chron la cannabis è un intervento aggiuntivo alla terapia per fornire sollievo e maggiore qualità della vita.

CBD (Cannabidiolo), dopo quanto tempo fa effetto?

I ‘tempi di effetto’ del CBD sono legati, in generale, alle modalità di assunzione.

Il metabolismo del CBD essendo implicato in molti processi fisiologici come modulatore di altri sistemi, non solo quello endocannabinoide, è molto soggettivo.

Un elemento di cui tenere conto per valutare i ‘tempi di effetto’ del cannabidiolo.

Tuttavia possiamo affermare che se assumiamo CBD per via sublinguale, come l’olio o per via inalatoria, ad esempio vaporizzando cristalli, evitiamo il passaggio nel tratto gastro intestinale, e ci sarà un effetto stimato entro un tempo di quindici minuti.

Se invece ingeriamo il CBD attraverso le capsule, quindi con il passaggio nello stomaco, i “tempi di effetto” si allungano ed in base agli enzimi coinvolti possono variare da uno alle tre ore!

Quali sono i possibili effetti collaterali del CBD?

Un effetto “collaterale” potrebbe essere legato ad un eccessivo senso di secchezza, ciò è dovuto ai recettori cannabinoidi presenti nelle ghiandole sub mandibolari che sono responsabili della produzione di saliva.

L’attivazione di questi recettori altera la produzione salivare portando alla secchezza della bocca.

Un secondo effetto “collaterale” del cannabidiolo è quello di un eccessivo stato di relax e quindi di presunta sonnolenza.

In questo caso si raccomanda, prima di assumere CBD, di partire da quantitativi di assunzione contenuti per poi tarare sulla base delle proprie esigenze.

L’assunzione elevata di CBD potrebbe creare una sorta di effetto vertigine associato magari ad un calo della pressione sanguigna.

In questo caso potrebbe essere sufficiente bere un the per far scomparire lo sgradevole effetto.

In dosi più elevate, il CBD potrebbe causare sonnolenza, il consiglio è di non guidare o fare cose che richiedono particolare concentrazione.

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