Olio di CBG e Cristalli di CBG puri al 99%: la nostra linea di estratti di cannabigerolo rispetta tutti gli standard di qualità dei prodotti Enecta. Piante di Cannabis Sativa L. coltivate in maniera organica senza utilizzo di pesticidi o altri agenti chimici, in maniera totalmente naturale e un processo produttivo che segue gli standard più elevati.

Olio di CBD 5%
10ml - 500mg di Cannabigerolo

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CANNABIGEROLO, OVVERO IL PADRE DI TUTTI I CANNABINOIDI

Il nostro Olio di CBG, è disponibile nella versione da 10 ml contenente 500 mg di CBG. (G 500).

È spesso chiamato il padre di tutti i cannabinoidi e non a caso: come un padre premuroso il CBG si “piega” alle esigenze della natura dando vita agli altri componenti della Cannabis come CBD e THC.

E' un prodotto naturale, senza pesticidi o erbicidi, estratto direttamente dalle nostre piante in Italia e testato da laboratori indipendenti per assicurarne sicurezza ed altissima qualità.

Cristalli di CBG 99%
1% Terpeni - 500mg di Cannabigerolo

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CRISTALLI DI CBG: il CANNABIGEROLO NELLA SUA FORMA PIÙ PURA,

È spesso chiamato il padre di tutti i cannabinoidi e non a caso: come un padre premuroso il CBG si “piega” alle esigenze della natura dando vita agli altri componenti della Cannabis come CBD e THC.
È un prodotto naturale, senza pesticidi o erbicidi, estratto dalle nostre piante in Italia e testato da laboratori indipendenti che ne certificano sicurezza e qualità.

Olio di CBD Premium 3% - 300mg. Olio di CBD e Cannabidiolo, prodotto da Enecta e veduto in tutta italia. Bottiglia in vetro con contagocce

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Olio di CBD Premium 24% - 2400mg. Olio di CBD e Cannabidiolo, prodotto da Enecta e veduto in tutta italia. Bottiglia in vetro con contagocce

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30ml - 3000mg di CBD

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Sommario


Che cos'è il CBG?

Il Cannabigerolo, noto come CBG, è un fitocannabinoide, che a differenza del THC, così come il CBD non è psicotropo.

Il CBG è stato scoperto per la prima volta nel 1964 dallo scienziato Y.Gaoni, ed è composto di acido cannabigerolico (CBGA), uno dei primi cannabinoidi che si formano nella pianta di cannabis.

È spesso chiamato il padre di tutti i cannabinoidi e non a caso: come un padre premuroso il CBG si “piega” alle esigenze della natura dando vita agli altri componenti della Cannabis come CBD e THC.


Come agisce il CBG sul nostro corpo?

Il CBG, così come il CBD, agisce interagendo con i recettori cannabinoidi presenti nel nostro corpo. I recettori sono identificati in due tipologie, CB1 e CB2. L'insieme di questi recettori di chiama sistema endocannabinoide, ed è deputato al mantenimento dell'equilibrio di diverse funzionali vitali del nostro organismo.

Il cannabigerolo (CBG) non agisce quindi con un'obiettivo specifico su una particolare patologia, ma di una sostanza "regolatrice" che supporta il nostro sistema endocannabinoide nella regolazione dell'omeostasi, ovvero l'equilibrio funzionale.

In sostanza, nel momento in cui si attua uno squilibrio o uno scompenso nel sistema endocannabinoide, la modulazione provveduta dal cannabigerolo (CBG) - che agisce, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un processo infiammatorio - tende a ripristinare l'equilibrio originario.

Il cannabigerolo (CBG) può supportare il ripristino dovuto ad una alterazione del sistema endocannabinoide umano provocata da patologie o traumi, quindi anche da agenti esterni.

In particolare, è stato dimostrato come il CBG aumenti la produzione di anandamide, il principale cannabinoide endogeno presente nel nostro corpo. L'anandamide aiuta a regolare il sonno, l'appetito e la memoria, agendo direttamente sui recettori CB1 e CB2.


Effetti CBG: ecco le principali potenzialità terapeutiche

Ansia e stress

Il CBG inibisce il neurotrasmettitore l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), riuscendo nell’intento di diminuire lo stato d'ansia oltre ad una riduzione della tensione muscolare che può essere associata svariate ragioni/patologie. Si tratta di un'azione simile a quella svolta dal Cannabidiolo, scoperta nel 2009 dai ricercatori dell’Institute of Medical Sciences dell’Università di Aberdeen, in Gran Bretagna, e pubblicata nel gennaio 2010 sulle pagine del British Journal of Pharmacology.

Glaucoma

Abbiamo parlato in passato delle potenzialità terapeutiche del CBD in questo tipo di patologia, allo stesso modo il CBG contribuisce a ridurre la pressione intraoculare aumentando il drenaggio dell'occhio.
Questa proprietà del CBG è stata individuata già da tempo da quella che può essere ritenuta una pioniera della ricerca scientifica in questo specifico campo, Brenda K. Colasanti dell’Università della West Virginia. Il primo studio, infatti, a mettere il relazione l’uso del cannabigerolo per il trattamento del glaucoma risale al 1984, ma è nel 1990, con una ricerca pubblicata sul Journal of Ocular Pharmacology and Therapeutics che il potenziale del CBG viene effettivamente portato alla luce.

Infiammazioni intestinali e morbo di Chron

Il CBG possiede forti proprietà anti-infiammatorie ed analgesiche benefiche per le patologie infiammatore intestinali come il morbo di Crohn, condizioni per cui è noto anche il contributo del CBD (Clicca Qui), ma che nel caso del CBG hanno destato particolare attenzione dopo uno studio pubblicato da un’equipe del dipartimento di farmacologia dell’Università di Napoli “Federico II” sull’autorevole rivista Biochemical Pharmacology nel 2013.

Depressione

La Scienza sostiene come il CBG abbia proprietà antidepressive ed analgesiche con effetti potenzialmente anche antidolorifici. Nel 2010, una ricerca pubblicata su Pharmacology Biochemistry Behavior da parte di un gruppo di ricerca della University of Mississippi ha voluto dare luce sui potenziali effetti antidepressivi di vari cannabinoidi - anche quelli meno noti come il CBG - evidenziandone le promettenti possibilità di applicazione in questo particolare ambito terapeutico.

Nausea

Studi preclinici hanno messo in evidenza come il CBG possa interagire con la sensazione di nausea. I ricercatori del dipartimento di Psicologia dell’Università di Guelph, in Canada, hanno voluto individuare quali fossero gli effetti del CBG su alcuni modelli animali e, in particolare, l’interazione di questo cannabinoide in associazione con il CBD. I risultati sono stati pubblicati nel 2011 sulle pagine della rivista Psychopharmacology.

Tumori e cellule cancerogene

Alcuni studi hanno evidenziato come il CBG potrebbe inibire la crescita delle cellule cancerogene tuttavia ancora molto c’è da fare e studiare per dare risposte quanto più precise sul Tema. Evidenze, in questo senso, provengono da uno studio pubblicato su Carcinogenesis nel dicembre 2014 da una nutrita equipe di ricercatori dell’Università di Napoli “Federico II”.
Lo studio prendeva in considerazione la carcinogenesi nella regione del colon e ha scoperto alcuni promettenti proprietà del cannabigerolo. Tuttavia, siamo ben lontani da considerare il cannabigerolo e, in generale, i cannabinoidi come “la cura” contro i tumori. Ne abbiamo parlato in maniera approfondita qua.

Cannabis e Tumori: Leggi l’intervista di Enecta al dottor Massimo Nabissi.

Neuroprotezione

Il CBG è un promettente agente terapeutico nei disturbi associati al sistema nervoso centrale come l'epilessia, la malattia di Huntington. I primi a mettere in luce questa proprietà sono stati i ricercatori del Departamento de Bioquímica y Biología Molecular dell’Instituto Universitario de Investigación en Neuroquímica, di Madrid. Nel loro studio, pubblicato nel 2015 su Neurotherapeutics, i ricercatori hanno concluso che il cannabigerolo (e anche altri cannabinoidi) potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel ritardare l’avanzamento di malattie neurodegenerative, con particolare riferimento alla Corea di Huntington.

Proprietà antifungine e antimicrobiche

Come la stragrande maggioranza dei principali cannabinoidi, il CBG presenta proprietà antifungine e antimicrobiche, descritte per la prima volta nel 1982 sulle pagine del Journal of Pharmaceutical Sciences.

Psoriasi

Il CBG aiuta a contrastare questo tipo di patologie, un argomento che abbiamo già affrontato vista l’efficacia che in tal senso mostra anche il CBD, leggi la nostra testimonianza. Il CBG - e in generale i cannabinoidi - esercitano una funzione antinfiammatoria anche a livello topico. Sul Journal of Dermatological Science, i ricercatori della Nottingham University avevano già descritto questo potenziale già nel 2007.

Disfunzioni vescicali

Il CBG risulterebbe essere il cannabinoide più efficace per il trattamento delle disfunzioni della vescica, come evidenziato nel 2015 sulle pagine di Natural Product Communications da un’equipe di ricerca italiana.


Come assumere l'olio di CBG

La modalità orale più efficace di assunzione del CBD è quella che prevede di applicare le gocce di olio sotto la lingua.

In questo modo si permette il passaggio del cannabidiolo direttamente nel sangue, attraverso i capillari presenti nella bocca e sotto alla lingua, una zona fortemente vascolarizzata.

Il cannabidiolo non si "disperde" durante la digestione ed esercita così le sue funzioni in un tempo minimo, quasi immediatamente.

Ricordati che è meglio non mangiare, bere o fumare per i cinque minuti precedenti e i cinque minuti successivi all’assunzione.

La modalità orale più efficace di assunzione del CBG è quella che prevede di applicare le gocce di olio sotto la lingua.

In questo modo si permette il passaggio del cannabigerolo direttamente nel sangue, attraverso i capillari presenti nella bocca e sotto alla lingua, una zona fortemente vascolarizzata.

Il cannabigerolo non si "disperde" durante la digestione ed esercita così le sue funzioni in un tempo minimo, quasi immediatamente.

Ricordati che è meglio non mangiare, bere o fumare per i cinque minuti precedenti e i cinque minuti successivi all’assunzione.


Dosaggio dell'olio di CBG: come regolarsi?

Così come per il CBD, il quantitativo di CBG da assumere è molto soggettivo, dipende dalle singole esigenze, se usiamo il cannabidiolo in maniera terapeutica o meno.

Il primo passo è quello di valutare la concentrazione di CBG contenuta nell'olio: il nostro Olio Gc 500 contiene 1,5 mg di CBG per ogni goccia.

La seconda cosa da considerare è che la risposta del metabolismo è diversa da persona a persona, con una letteratura che riporta le testimonianze di utenti che hanno ottenuto gli stessi risultati con dosaggi diversi tra loro, a parità di condizioni fisiologiche (età, altezza, peso).

Ascoltarsi” è la risposta giusta, partendo da poche gocce per arrivare fino al quantitativo ottimale per le proprie esigenze individuali, e sempre dopo aver consultare il proprio medico.

Il quantitativo di CBD da assumere è molto soggettivo, dipende dalle singole esigenze, se usiamo il cannabidiolo in maniera terapeutica o meno.

Il primo passo è quello di valutare la concentrazione di CBD contenuta nell'olio, e di conseguenza il contenuto di mg di CBD per ciascuna goccia, che andiamo a riportare:

Premium Hemp Extract 3% (300mg): 1 goccia = 1 mg di CBD.
Premium Hemp Extract 10% (1000mg): 1 goccia = 3 mg di CBD.
Premium Hemp Extract 24% (2400mg): 1 goccia = 7 mg di CBD.


La seconda cosa da considerare è che la risposta del metabolismo è diversa da persona a persona, con una letteratura che riporta le testimonianze di utenti che hanno ottenuto gli stessi risultati con dosaggi diversi tra loro, a parità di condizioni fisiologiche (età, altezza, peso).

Ascoltarsi” è la risposta giusta, partendo da poche gocce per arrivare fino al quantitativo ottimale per le proprie esigenze individuali, e sempre dopo aver consultare il proprio medico.


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Olio di CBG e Cristalli di CBG puri al 99%: la nostra linea di estratti di cannabigerolo rispetta tutti gli standard di qualità dei prodotti Enecta. Piante di Cannabis Sativa L. coltivate in maniera organica senza utilizzo di pesticidi o altri agenti chimici, in maniera totalmente naturale e un processo produttivo che segue gli standard più elevati.


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Il nostro Olio di CBG, è disponibile nella versione da 10 ml contenente 500 mg di CBG. (G 500).

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E' un prodotto naturale, senza pesticidi o erbicidi, estratto direttamente dalle nostre piante in Italia e testato da laboratori indipendenti per assicurarne sicurezza ed altissima qualità.


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È spesso chiamato il padre di tutti i cannabinoidi e non a caso: come un padre premuroso il CBG si “piega” alle esigenze della natura dando vita agli altri componenti della Cannabis come CBD e THC.
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Che cos'è il CBG?

Il Cannabigerolo, noto come CBG, è un fitocannabinoide, che a differenza del THC, così come il CBD non è psicotropo.

Il CBG è stato scoperto per la prima volta nel 1964 dallo scienziato Y.Gaoni, ed è composto di acido cannabigerolico (CBGA), uno dei primi cannabinoidi che si formano nella pianta di cannabis.

È spesso chiamato il padre di tutti i cannabinoidi e non a caso: come un padre premuroso il CBG si “piega” alle esigenze della natura dando vita agli altri componenti della Cannabis come CBD e THC.


Come agisce il CBG sul nostro corpo?

Il CBG, così come il CBD, agisce interagendo con i recettori cannabinoidi presenti nel nostro corpo.
I recettori sono identificati in due tipologie, CB1 e CB2. L'insieme di questi recettori di chiama sistema endocannabinoide, ed è deputato al mantenimento dell'equilibrio di diverse funzionali vitali del nostro organismo.

Il cannabigerolo (CBG) non agisce quindi con un'obiettivo specifico su una particolare patologia, ma di una sostanza "regolatrice" che supporta il nostro sistema endocannabinoide nella regolazione dell'omeostasi, ovvero l'equilibrio funzionale.

In sostanza, nel momento in cui si attua uno squilibrio o uno scompenso nel sistema endocannabinoide, la modulazione provveduta dal cannabigerolo (CBG) - che agisce, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un processo infiammatorio - tende a ripristinare l'equilibrio originario.

Il cannabigerolo (CBG) può supportare il ripristino dovuto ad una alterazione del sistema endocannabinoide umano provocata da patologie o traumi, quindi anche da agenti esterni.

In particolare, è stato dimostrato come il CBG aumenti la produzione di anandamide, il principale cannabinoide endogeno presente nel nostro corpo.
L'anandamide aiuta a regolare il sonno, l'appetito e la memoria, agendo direttamente sui recettori CB1 e CB2.


Effetti CBG: ecco le principali potenzialità terapeutiche

Ansia e stress

Il CBG inibisce il neurotrasmettitore l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), riuscendo nell’intento di diminuire lo stato d'ansia oltre ad una riduzione della tensione muscolare che può essere associata svariate ragioni/patologie. Si tratta di un'azione simile a quella svolta dal Cannabidiolo, scoperta nel 2009 dai ricercatori dell’Institute of Medical Sciences dell’Università di Aberdeen, in Gran Bretagna, e pubblicata nel gennaio 2010 sulle pagine del British Journal of Pharmacology.

Glaucoma

Abbiamo parlato in passato delle potenzialità terapeutiche del CBD in questo tipo di patologia, allo stesso modo il CBG contribuisce a ridurre la pressione intraoculare aumentando il drenaggio dell'occhio.
Questa proprietà del CBG è stata individuata già da tempo da quella che può essere ritenuta una pioniera della ricerca scientifica in questo specifico campo, Brenda K. Colasanti dell’Università della West Virginia. Il primo studio, infatti, a mettere il relazione l’uso del cannabigerolo per il trattamento del glaucoma risale al 1984, ma è nel 1990, con una ricerca pubblicata sul Journal of Ocular Pharmacology and Therapeutics che il potenziale del CBG viene effettivamente portato alla luce.

Infiammazioni intestinali e morbo di Chron

Il CBG possiede forti proprietà anti-infiammatorie ed analgesiche benefiche per le patologie infiammatore intestinali come il morbo di Crohn, condizioni per cui è noto anche il contributo del CBD (Clicca Qui), ma che nel caso del CBG hanno destato particolare attenzione dopo uno studio pubblicato da un’equipe del dipartimento di farmacologia dell’Università di Napoli “Federico II” sull’autorevole rivista Biochemical Pharmacology nel 2013.

Depressione

La Scienza sostiene come il CBG abbia proprietà antidepressive ed analgesiche con effetti potenzialmente anche antidolorifici. Nel 2010, una ricerca pubblicata su Pharmacology Biochemistry Behavior da parte di un gruppo di ricerca della University of Mississippi ha voluto dare luce sui potenziali effetti antidepressivi di vari cannabinoidi - anche quelli meno noti come il CBG - evidenziandone le promettenti possibilità di applicazione in questo particolare ambito terapeutico.

Nausea

Studi preclinici hanno messo in evidenza come il CBG possa interagire con la sensazione di nausea. I ricercatori del dipartimento di Psicologia dell’Università di Guelph, in Canada, hanno voluto individuare quali fossero gli effetti del CBG su alcuni modelli animali e, in particolare, l’interazione di questo cannabinoide in associazione con il CBD. I risultati sono stati pubblicati nel 2011 sulle pagine della rivista Psychopharmacology.

Tumori e cellule cancerogene

Alcuni studi hanno evidenziato come il CBG potrebbe inibire la crescita delle cellule cancerogene tuttavia ancora molto c’è da fare e studiare per dare risposte quanto più precise sul Tema. Evidenze, in questo senso, provengono da uno studio pubblicato su Carcinogenesis nel dicembre 2014 da una nutrita equipe di ricercatori dell’Università di Napoli “Federico II”.
Lo studio prendeva in considerazione la carcinogenesi nella regione del colon e ha scoperto alcuni promettenti proprietà del cannabigerolo. Tuttavia, siamo ben lontani da considerare il cannabigerolo e, in generale, i cannabinoidi come “la cura” contro i tumori. Ne abbiamo parlato in maniera approfondita qua.

Cannabis e Tumori: Leggi l’intervista di Enecta al dottor Massimo Nabissi.

Neuroprotezione

Il CBG è un promettente agente terapeutico nei disturbi associati al sistema nervoso centrale come l'epilessia, la malattia di Huntington. I primi a mettere in luce questa proprietà sono stati i ricercatori del Departamento de Bioquímica y Biología Molecular dell’Instituto Universitario de Investigación en Neuroquímica, di Madrid. Nel loro studio, pubblicato nel 2015 su Neurotherapeutics, i ricercatori hanno concluso che il cannabigerolo (e anche altri cannabinoidi) potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel ritardare l’avanzamento di malattie neurodegenerative, con particolare riferimento alla Corea di Huntington.

Proprietà antifungine e antimicrobiche

Come la stragrande maggioranza dei principali cannabinoidi, il CBG presenta proprietà antifungine e antimicrobiche, descritte per la prima volta nel 1982 sulle pagine del Journal of Pharmaceutical Sciences.

Psoriasi

Il CBG aiuta a contrastare questo tipo di patologie, un argomento che abbiamo già affrontato vista l’efficacia che in tal senso mostra anche il CBD, leggi la nostra testimonianza. Il CBG - e in generale i cannabinoidi - esercitano una funzione antinfiammatoria anche a livello topico. Sul Journal of Dermatological Science, i ricercatori della Nottingham University avevano già descritto questo potenziale già nel 2007.

Disfunzioni vescicali

Il CBG risulterebbe essere il cannabinoide più efficace per il trattamento delle disfunzioni della vescica, come evidenziato nel 2015 sulle pagine di Natural Product Communications da un’equipe di ricerca italiana.


Come assumere l'olio di CBG

La modalità orale più efficace di assunzione del CBG è quella che prevede di applicare le gocce di olio sotto la lingua.

In questo modo si permette il passaggio del cannabigerolo direttamente nel sangue, attraverso i capillari presenti nella bocca e sotto alla lingua, una zona fortemente vascolarizzata.

Il cannabigerolo non si "disperde" durante la digestione ed esercita così le sue funzioni in un tempo minimo, quasi immediatamente.

Ricordati che è meglio non mangiare, bere o fumare per i cinque minuti precedenti e i cinque minuti successivi all’assunzione.

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Ricordati che è meglio non mangiare, bere o fumare per i cinque minuti precedenti e i cinque minuti successivi all’assunzione.


Dosaggio dell'olio di CBG: come regolarsi?

Così come per il CBF, il quantitativo di CBG da assumere è molto soggettivo, dipende dalle singole esigenze, se usiamo il cannabidiolo in maniera terapeutica o meno.

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Così come per il CBD, il quantitativo di CBG da assumere è molto soggettivo, dipende dalle singole esigenze, se usiamo il cannabidiolo in maniera terapeutica o meno.

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