CBD illegale in Italia? Decreto sospeso dal 15 dicembre 2025

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CBD illegale: decreto sospeso a dicembre 2025

Con un'ordinanza del 15 dicembre 2025 il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare il decreto che aveva inserito il CBD a uso orale nella tabella dei farmaci stupefacenti.

La decisione รจ arrivata a seguito del ricorso presentato dallโ€™associazione Canapa Sativa Italia insieme a tre aziende del settore, contro la sentenza del TAR del 16 aprile 2025, che aveva confermato lโ€™efficacia del decreto. I giudici hanno riconosciuto che i danni economici del decreto CBD sono giร  in corso e hanno quindi sottolineato la necessitร  di tutelare la filiera della canapa, in particolare la continuitร  delle attivitร  e la sicurezza dei posti di lavoro.

Per questo motivo, in attesa della decisione definitiva, gli effetti del decreto sono stati sospesi. L'udienza finale รจ prevista per il 7 maggio 2026, data in cui il Consiglio di Stato chiarirร  in modo definitivo il destino del CBD a uso orale.

CBD a uso orale e decreto sicurezza: due questioni che si intrecciano

La questione del CBD non si gioca piรน solo a livello nazionale.
Con una decisione precedente e distinta rispetto alla sospensione cautelare del decreto, il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario coinvolgere la Corte di Giustizia dellโ€™Unione europea, chiedendole di valutare la compatibilitร  dellโ€™articolo 18 del decreto sicurezza con il diritto dellโ€™UE.

Nello specifico lโ€™articolo 18 del decreto sicurezza 2025, che introduce un divieto esplicito sullโ€™utilizzo delle infiorescenze della pianta, anche nel caso in cui contengano una percentuale trascurabile di THC, il principio attivo psicoattivo della cannabis. I prodotti a base di cannabidiolo (CBD) quindi, sono legali solo se estratti da alcune parti specifiche della pianta di canapa, ovvero foglie, fusti e semi e, purchรฉ la loro produzione e commercializzazione avvenga nel rispetto della legge 242 del 2016, che disciplina la coltivazione della canapa a fini industriali
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CBD illegale decreto: la sentenza del Tar del 16 aprile 2025

Con la sentenza del 16 aprile 2025, il TAR aveva respinto il ricorso presentato da diverse societร  attive nel settore della canapa sativa, che contestavano il decreto del Ministero della Salute del 27 giugno 2024. Il decreto stabiliva lโ€™inserimento delle composizioni orali a base di CBD (cannabidiolo) ottenuto da estratti di cannabis nella Tabella B dei medicinali prevista dal D.P.R. 309/1990, cioรจ il Testo Unico sugli stupefacenti.

Il Tar aveva respinto il ricorso sulla base di criteri opinabili, ovvero:

  • Anche se il CBD non fosse dannoso, quando รจ estratto dalla pianta di cannabis non รจ mai completamente privo di THC.

  • Il CBD puรฒ interagire con il THC o con altri farmaci, e potenziare gli effetti psicoattivi del THC.

  • Non รจ possibile escludere effetti avversi o psicotropi del CBD nei prodotti non farmaceutici.

Per quanto riguarda il primo punto, vale la pena ricordare che i prodotti a base di CBD estratti da canapa certificata contengono, per definizione, livelli di THC talmente irrisori da non essere in grado di provocare effetto psicotropo o drogante. Come ricordava Lorenza Romanese, direttrice di EHIA, per ottenere un effetto drogante da quelle varietร  di canapa bisognerebbe fumarne diversi ettari.

Per quanto riguarda il secondo punto, รจ vero che il cannabidiolo puรฒ interagire con alcuni farmaci, proprio come la maggior parte delle sostanze, dall'alcool alla lavanda, dall'iperico alla curcuma. Questo perรฒ non รจ un criterio sufficiente per dichiarare il CBD non sicuro. Semplicemente, chi segue una terapia farmacologica, dovrebbe avere (e solitamente ha) l'accortezza di concordarne l'utilizzo con il proprio medico.

Quanto al fatto che il CBD possa potenziare gli effetti psicotropi del THC, gli studi ci dicono esattamente il contrario: il cannabidiolo puรฒ aiutare a ridurre gli effetti psicotropi del THC.

Il 2024 รจ stato un anno cruciale nel percorso normativo del CBD in Italia e merita un approfondimento a parte. Dopo una lunga fase di incertezza, รจ proprio in questo periodo che si sono concentrati i principali interventi ministeriali e le successive sospensioni da parte dei giudici amministrativi, che hanno preparato il terreno alle decisioni del 2025.

Il 6 luglio 2024, il Ministero della Salute ha emanato un decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che disponeva lโ€™inserimento dei prodotti a uso orale a base di CBD nella sezione B della tabella dei medicinali relativa alle sostanze stupefacenti e psicotrope.

Il decreto riproponeva sostanzialmente lo stesso impianto normativo giร  adottato nel 2023, nonostante le precedenti sospensioni giudiziarie.

Lโ€™11 settembre 2024, il TAR del Lazio รจ intervenuto nuovamente, sospendendo in via cautelare il decreto del 6 luglio 2024 e fissando lโ€™udienza per il 16 dicembre 2024. Anche in questa occasione, i giudici hanno ritenuto necessario evitare effetti immediati potenzialmente dannosi per gli operatori

CBD illegale decreto: quali sono i punti deboli?

Ecco alcuni dei punti deboli del decreto sul CBD:

  • la convenzione Internazionale sugli Stupefacenti del 1961 non considera il Cannabidiolo (CBD) una sostanza stupefacente

  • lโ€™Organizzazione Mondiale della Sanitร  specifica che non รจ una sostanza da tenere sotto controllo perchรจ non crea danni nรฉ dipendenza

  • la posizione italiana รจ in contrasto con le posizioni delle autoritร  francesi, inglese e tedesche, che hanno escluso lโ€™inserimento del CBD nelle tabelle nazionali degli stupefacenti

  • la posizione italiana รจ in contrasto con la normativa e la giurisprudenza comunitaria che, per natura, sono di fonte superiore alle leggi italiane. Come stabilito nel 2020 dalla Corte di Giustizia Europea, il cannabidiolo non puรฒ essere considerato una sostanza stupefacente e pertanto โ€œuno Stato membro non puรฒ vietare la commercializzazione del cannabidiolo (CBD) legalmente prodotto in un altro Stato membro, qualora sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nella sua interezza e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semiโ€

  • il decreto si riferisce alle โ€œcomposizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidioloโ€. Quindi, per ora, il CBD per inalazione probabilmente continuerร  a circolare liberamente. Questa distrazione fa luce sul fatto che alla base del decreto non ci sia una volontร  di evitare un eventuale rischio per la salute dei consumatori, ma un altro tipo di interesseรน

  • il decreto risulta in contraddizione con la stessa normativa italiana ed in particolare la L. 242/2016 che permette la coltivazione di varietร  di canapa per ottenere, tra i vari prodotti, anche quelli di tipo alimentare

  • il decreto risulta ambiguo in molte sue parti. Ad esempio, non chiarisce se il divieto riguardi i prodotti per uso orale che siano composti in parte da CBD o esclusivamente i prodotti composti unicamente da CBD come sostanza isolata.

CBD illegale in Italia: chi ne paga le conseguenze?

Il mercato della cannabis light e del CBD in Italia vale circa 150 milioni di euro lโ€™anno e coinvolge oltre 40.000 lavoratori lungo lโ€™intera filiera. Non si tratta di un settore marginale, ma di un comparto economico strutturato, che negli ultimi anni ha generato occupazione, investimenti e sviluppo, soprattutto in contesti locali e in aree a bassa densitร  industriale.

Dallโ€™entrata in vigore del decreto sicurezza del 4 aprile 2025, gli effetti economici e sociali si sono fatti sentire immediatamente. Molte imprese che avevano investito in coltivazione, trasformazione, ricerca e distribuzione del CBD si sono trovate improvvisamente in una situazione di incertezza normativa, con ricadute dirette su fatturato, programmazione aziendale e livelli occupazionali.

La filiera del CBD รจ infatti composta da una pluralitร  di attori interconnessi, tra cui:

  • coltivatori di canapa legale certificata
  • aziende specializzate nellโ€™estrazione del CBD
  • laboratori di formulazione e miscelazione
  • laboratori terzi incaricati delle analisi di qualitร  e sicurezza
  • reparti di confezionamento e packaging
  • rivenditori
  • professionisti della comunicazione e del marketing

Un ecosistema produttivo che non puรฒ essere ridotto a una singola fase o a un singolo prodotto, e che ha dato vita a migliaia di micro e piccole imprese, spesso guidate da giovani imprenditori under 35 o radicate in territori a basso reddito.

Il tentativo di restringere lโ€™utilizzo del CBD al solo ambito farmaceutico ha prodotto un impatto economico e occupazionale rilevante, senza che siano emerse evidenze scientifiche tali da giustificare una misura cosรฌ drastica. รˆ proprio questo il โ€œpregiudizio economico giร  in corsoโ€ richiamato dal Consiglio di Stato nellโ€™ordinanza di sospensione del decreto del 15 dicembre 2025.

  • Nelย 2020, il ministro Roberto Speranza emana un decreto (1 Ottobre 2020) per inserire il CBD ad uso orale nella tabella dei medicinali estratti da sostanze stupefacenti. Il 28 Ottobre dello stesso anno, a seguito di numerose proteste da parte di cittadini, aziende produttrici e associazioni che utilizzano la Cannabis a scopo terapeutico e probabilmente anche a fronte di una consapevolezza sul danno economico per lโ€™Italia, Speranza firma un nuovo decreto che sospende il primo e mette temporaneamente al sicuro il CBD dallโ€™essere definito sostanza stupefacente

  • A distanza di tre anni, il 7 agosto 2023, il ministro della salute Schillaci firma unย decretoย che revoca a sua volta il precedente decreto di sospensione di Speranza. Pertanto dal 20 settembre 2023,ย  โ€œle composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidioloโ€ verranno inserite nella tabella dei medicinali estratti da stupefacenti, che รจ allegata al Testo Unico degli Stupefacenti

  • Come comunicato daย Imprenditori Canapa Italia, dopo il ricorso presentato dall'associazione al TAR del Lazio il 3/10/23, il Collegio Giudicante ha sospeso in via cautelare l'applicazione del Decreto del 7 agosto 2023 entrato in vigore il 20 settembre 2023

  • La sospensione del decreto รจ stata effettiva fino alla data della Camera di Consiglio del Collegio Giudicante, fissata al 24/10/2023. Il 24. 10. 2023, la Corte ha deciso di mantenere il decreto sospeso fino all'emissione del giudizio, fissato al 16. 01.2024

  • 6 Luglio 2024: il Ministero della Salute emana un nuovoย decretoย che viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che inserisce i prodotti ad uso orale a base di CBDย nella sezione B della tabella dei medicinali relativa alle sostanze stupefacenti e psicotrope. Questa decisione ignora il provvedimentoย del TAR del Lazio che aveva sospeso il precedente Decreto del 2023 dal contenuto identico. Inoltre, non tiene conto delle evidenze scientifiche in favore del CBD e anzi cita la raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanitร  (OMS) nonostante questa inviti i paesi UE a non inserire il CBD in alcuna tabella di medicinali e/o stupefacenti

  • 11 settembre 2024: il Tar del Lazio sospende di nuovo il decreto e fissa una nuova udienza per il 16 dicembre 2024

  • 18 settembre 2024: approda in Senato l'emendamento del DDL sicurezza che prevede di rendere la cannabis light (canapa) illegale in Italia, vietandone sia la coltivazione che la vendita delle infiorescenze.

  • 4 aprile 2025: il governo trasforma il disegno legge in decreto, che viene approvato dal consiglio dei ministri. Il testo approvato interviene sulla legge 242/2016 e di fatto limita la produzione di infiorescenze contenenti CBD. Produzione, trasformazione, distribuzione e consumo delle infiorescenze, viene equiparato alle droghe tradizionali ad alto contenuto di THC. La filiera si prepara a essere rasa al suolo.

La posizione dellโ€™Unione Europea sulla legalitร  del CBD

Il quadro europeo sul CBD รจ, da anni, piรน chiaro e coerente rispetto a quello italiano. Lโ€™UE non considera il CBD una sostanza stupefacente e le eventuali restrizioni alla sua commercializzazione devono basarsi su evidenze scientifiche concrete, non su valutazioni astratte o puramente precauzionali.

Un passaggio centrale รจ rappresentato dalla sentenza Corte di Giustizia dellโ€™Unione europea nel caso Kanavape (C-663/18), con cui i giudici europei hanno stabilito che: " uno Stato membro non puรฒ vietare la commercializzazione del CBD legalmente prodotto in un altro Stato UE, quando sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nel suo insieme e non abbia effetti psicotropi".

Nella stessa occasione, la Corte ha chiarito che il CBD non rientra nella nozione di sostanza stupefacente, anche alla luce delle conoscenze scientifiche disponibili, e che eventuali limitazioni devono rispettare principi fondamentali del diritto europeo come la libera circolazione delle merci, la proporzionalitร  e il mutuo riconoscimento.

Anche lโ€™Organizzazione Mondiale della Sanitร  si รจ espressa in modo netto sul tema, affermando giร  nel 2017 che le preparazioni di CBD puro con basso contenuto di THC non presentano rischi per la salute pubblica nรฉ potenziale di abuso e non dovrebbero essere sottoposte a controllo internazionale.

Nel contesto europeo, inoltre, il CBD รจ oggetto di valutazione regolatoria da parte dellโ€™EFSA nellโ€™ambito della procedura Novel Food, a conferma del fatto che lโ€™attenzione delle istituzioni UE รจ concentrata sulla sicurezza dei prodotti, non sulla loro assimilazione a sostanze stupefacenti. In Uk invece, dal gennaio 2019, la FSA ha ufficialmente incluso il CBD (cannabidiolo)nella categoria dei novel food.

รˆ anche alla luce di questo quadro variegato che il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario coinvolgere la Corte di Giustizia dellโ€™Unione europea per valutare la compatibilitร  dellโ€™articolo 18 del decreto sicurezza con il diritto UE. Una scelta che segnala come la questione del CBD non possa essere affrontata esclusivamente sul piano nazionale, ma debba confrontarsi con un sistema giuridico sovranazionale giร  orientato in modo chiaro.

Nel frattempo, ricordiamo ancora una volta che il decreto che aveva inserito il CBD a uso orale nella tabella dei farmaci stupefacenti รจ attualmente sospeso. Seguire lโ€™evoluzione delle decisioni giudiziarie e delle posizioni delle istituzioni รจ il modo migliore per orientarsi senza allarmismi. Continua a seguirci: saremo qui per spiegarti gli sviluppi con attenzione, trasparenza e responsabilitร .

In questo contesto in evoluzione, i prodotti Enecta restano disponibili nel rispetto delle norme e dei provvedimenti in corso. Continuiamo a lavorare con responsabilitร , trasparenza e massima attenzione alla tua sicurezza.

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  • non sono medicinali;
  • sono ottenuti da varietร  di canapa iscritte nel Registro Comune Europeo e nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla l. 242/2016;
  • sono stati regolarmente notificati nel Portale Europeo dei Prodotti Cosmetici (CPNP).
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