CBD per cani: benefici secondo la scienza

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Negli ultimi anni il CBD per cani è diventato uno dei prodotti più discussi tra proprietari di animali e professionisti del settore pet. Quando si parla di cannabidiolo (CBD) per gli animali, è importante chiarire un punto fondamentale: non si tratta di “dare marijuana ai cani”, come molti pensano erroneamente, ma di utilizzare esclusivamente prodotti a base di Cannabidiolo, un composto estratto dalla canapa industriale, privo di effetti psicoattivi e distinto dal THC, il cannabinoide della cannabis responsabile dell’effetto psicotropo e potenzialmente tossico per cani e gatti anche a basse dosi.

A conferma del potenziale del CBD per cani, un sondaggio del Veterinary Information Network ha rilevato che il 79% dei veterinari con esperienza clinica ha trovato il CBD “abbastanza” o “molto” utile per il dolore cronico nei cani, mentre oltre il 62% lo ha considerato efficace nella gestione dell’ansia. Più dell’80% non ha riportato effetti collaterali significativi, fatta eccezione per una lieve sedazione.

Naturalmente non tutti i prodotti a base di CBD sono uguali. È quindi fondamentale scegliere prodotti creati con materie prime tracciabili e provenienti da una filiera controllata, per garantire sicurezza ed efficacia ai nostri piccoli amici.

I prodotti Enecta:

  • non sono medicinali;
  • sono ottenuti da varietà di canapa iscritte nel Registro Comune Europeo e nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla l. 242/2016;
  • sono stati regolarmente notificati nel Portale Europeo dei Prodotti Cosmetici (CPNP).

Come agisce il CBD nei cani?

Per capire perché il CBD possa avere effetti sull’organismo del cane, bisogna partire da un dato biologico oggettivo: anche i cani, come gli esseri umani, possiedono un sistema endocannabinoide (SEC), composto dagli endocannabinoidi e dai recettori CB1 e CB2 distribuiti nel sistema nervoso, nel cervello, nel sistema gastrointestinale e in altri tessuti. Il sistema endocannabinoide è coinvolto nella regolazione di molte funzioni fisiologiche, tra cui:

  • percezione del dolore
  • risposta infiammatoria
  • regolazione di ansia e stress
  • appetito
  • sonno
  • funzione immunitaria
  • soglia convulsiva e controllo dell’attività neuronale

Agendo in modo diretto e indiretto sui recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide, il CBD riesce a sostenere l’equilibrio di diversi meccanismi biologici. Ad esempio, può interagire con i recettori della serotonina, coinvolti nell’umore e nella gestione dell’ansia, con i recettori TRPV1, coinvolti nella percezione del dolore e dell’infiammazione. Attraverso questo tipo di interazione, può supportare i meccanismi naturali di regolazione dell’organismo dei cani, soprattutto in relazione a stress, dolore e infiammazione.

Quali sono i principali benefici del CBD per cani?

Gli studi clinici, che nei paragrafi successivi analizzeremo nel dettaglio, suggeriscono che il CBD per cani può essere utile in tre aree principali:

  • dolore e osteoartrite, con alcune evidenze di riduzione del dolore e miglioramento della mobilità articolare
  • ansia e stress, dove differenti studi suggeriscono una diminuzione di alcuni indicatori comportamentali in situazioni stressanti
  • problemi cutanei e prurito, con risultati indicativi di riduzione di sintomi associati a dermatiti e irritazioni.

Prima di entrare nel dettaglio nei singoli studi, però, vale la pena osservare un risultato interessante emerso da ricerche sul comportamento del CBD nel corpo dei cani. In uno studio controllato a lungo termine condotto su cani sani, i ricercatori hanno somministrato olio di CBD per via orale per 36 settimane e hanno osservato che il cannabidiolo è stato ben tollerato, con effetti avversi minimi e senza segni di danno epatico, pur raccomandando di monitorare la funzionalità del fegato durante l’uso prolungato.

Questo risultato suggerisce che, oltre ai possibili effetti benefici, il CBD per cani ha un profilo di sicurezza favorevole anche nel lungo periodo, offrendo un buon punto di partenza per valutarne l’uso nei cani con specifiche esigenze cliniche.

Olio di CBD come antidolorifico per cani: le evidenze scientifiche

Uno studio ha analizzato l’effetto del cannabidiolo a spettro completo somministrato per via orale a 37 cani, che vivevano in normali contesti domestici e mostravano chiaramente di provare dolore. Sono stati utilizzati 2 mg di olio di canapa per chilo di peso corporeo, due volte al giorno, per un periodo di 8 settimane.

Durante lo studio sono stati osservati diversi aspetti tra cui il livello di dolore percepito dai cani, la loro attività quotidiana in casa, la capacità di muoversi, ad esempio nel salire e scendere le scale, la tollerabilità del prodotto e alcuni valori del sangue, in particolare alcuni indicatori infiammatori.

I risultati dello studio hanno mostrato che:

  • il dolore si è ridotto in media del 46%
  • i cani hanno mostrato un miglioramento nella mobilità del 10–15%
  • le attività quotidiane sono aumentate del 26% circa
  • i livelli di alcune sostanze infiammatorie nel sangue (le citochine), associate a dolore e infiammazione, sono diminuiti
  • nessun effetto collaterale rilevante è stato osservato durante il periodo del test

CBD per cane ansioso: che cosa dice la scienza?

Uno studio si è concentrato sulle proprietà del cannabidiolo e ha cercato di capire se una singola dose di CBD poteva aiutare a gestire meglio lo stress in caso di ansia da separazione e di malessere durante un viaggio in auto. Per il test, i ricercatori hanno diviso i cani in due gruppi: 21 cani sono stati lasciati soli in una stanza familiare e 19 cani hanno fatto un breve viaggio in auto. Alcuni cani hanno ricevuto CBD, altri un placebo. Né i proprietari né i ricercatori sapevano chi avesse ricevuto cosa, per garantire l’obiettività del test.

Sia l’essere lasciati da soli, che il viaggio in auto, hanno provocato un aumento misurabile dello stress nei cani. I cani che avevano ricevuto CBD, però, hanno mostrato una risposta allo stress più contenuta rispetto a quelli che avevano ricevuto placebo. In particolare, il cortisolo e alcuni comportamenti ansiosi si sono ridotti in modo significativo in alcuni cani del gruppo CBD e non in quelli del gruppo placebo. Le evidenze scientifiche suggeriscono quindi che il cannabidiolo possa essere realmente utile per gestire ansia, stress ed eventuali attacchi di panico nei cani.

Osteoartrite canina: il CBD può aiutare?

Gli studi suggeriscono che il CBD può contribuire in modo significativo ad alleviare il dolore articolare nei cani affetti da artrosi, migliorando la loro qualità di vita e aumentando il livello di attività motoria, senza effetti collaterali rilevanti.

L’artrosi, o osteoartrosi canina, è una malattia degenerativa cronica delle articolazioni che colpisce soprattutto cani adulti e anziani. Con l’artrosi, il liquido sinoviale del cane si impoverisce e perde viscosità, le cartilagini ricevono meno nutrienti e le sostanze algogene (che generano dolore) si accumulano. Di conseguenza, il movimento articolare si riduce, provocando scricchiolii, dolore e rigidità.

Il CBD agisce influenzando i recettori coinvolti nella percezione del dolore e dell’infiammazione, riducendo la sensazione dolorosa e migliorando la funzionalità articolare.

CBD e prurito nei cani: evidenze scientifiche

Secondo questo studio, il primo report clinico che valuta l’uso del CBD senza THC nei cani con dermatite atopica (CAD), il cannabidiolo può essere utile per ridurre il prurito associato a questa condizione. Nello studio, otto cani con dermatite atopica certificata da dermatologi veterinari hanno ricevuto cannabidiolo come supplemento alla terapia farmacologica già in corso. I ricercatori hanno monitorato diversi parametri clinici, tra cui:

  • la gravità delle lesioni cutanee
  • il livello di prurito valutato con scale visive
  • i valori di proteina C-reattiva nel sangue
  • la tolleranza generale al CBD

I risultati hanno mostrato che il CBD utilizzato due volte al giorno è stato ben tollerato dai cani e ha portato a una riduzione misurabile del comportamento pruriginoso, senza effetti collaterali significativi. Questo indica che il CBD può aiutare a migliorare il benessere dei cani affetti da dermatite, alleviando il fastidio del prurito, pur restando un supporto alle terapie veterinarie tradizionali e non un sostituto.

CBD per cani: controindicazioni

Il CBD per cani è generalmente considerato sicuro, ma alcune controindicazioni e precauzioni sono da tenere in considerazione. Gli studi clinici su cani indicano che dosi elevate di cannabidiolo (ad esempio 10-12 mg/kg o più) possono causare un aumento degli enzimi epatici, senza però evidenziare danni epatici conclamati. È quindi importante monitorare la funzionalità epatica con delle analisi del sangue, soprattutto in caso di uso prolungato o dosaggi elevati.

Come un altro studio sottolinea però, bisogna fare attenzione alle interazioni con i farmaci: il CBD viene metabolizzato da enzimi chiamati CYP. Quando i cani ricevono farmaci che stimolano gli enzimi CYP (come il fenobarbital), il fegato elimina più in fretta il CBD. Il cannabidiolo può anche rallentare la metabolizzazione del tramadolo, un antidolorifico usato spesso nei cani. Per queste ragioni, è importante consultare il proprio veterinario prima di utilizzarlo su un animale che segue già una terapia.

CBD per cani: conclusioni

Il CBD per cani sta emergendo come uno strumento complementare interessante per migliorare il benessere degli animali, con studi che suggeriscono benefici su dolore, ansia, mobilità articolare e prurito. Pur mostrando un buon profilo di sicurezza, il cannabidiolo non sostituisce le terapie veterinarie tradizionali, e la risposta può variare da animale a animale.

L’uso consapevole, insieme al supporto di un veterinario, permette di sfruttare il potenziale del CBD in modo sicuro, offrendo ai cani una migliore qualità della vita e una gestione più efficace di disturbi comuni come dolore, stress e fastidi cutanei.

Ricorda però, che per ottenere risultati affidabili e supportare l’organismo del cane è fondamentale scegliere prodotti a base di CBD realizzati con materie prime tracciabili e filiere controllate, che garantiscano sicurezza, purezza ed efficacia.

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