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Malattie degenerative: quali sono gli effetti del CBD (Cannabidiolo)?

“Il cannabidiolo è un farmaco molto efficace per tantissime patologie, ha effetti antiinfiammatori ma protegge anche il cervello da problemi come traumi o ictus”

Luglio 05, 2018
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Le patologie neurodegenerative rappresentano una progressiva ed irreversibile perdita delle cellule neuronali in alcune aree del cervello.

In questi anni la Scienza ha indagato su come la Cannabis, ed i suoi estratti, possano essere efficaci nella cura di alcune malattie neurodegenerative.
 

Quali sono le principali malattie neurodegenerative?

Tra le più note malattie neurodegenerative possiamo sicuramente menzionare.

- Sindrome di Alzheimer
- Morbo di Parkinson
- Malattia di Huntington
- Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
- Paralisi sopranucleare progressiva
- Demenza frontotemporale
- Demenza da corpi di Lewy
- Malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ)
 

Cosa dice la Scienza?

Ethan Russo, Direttore dell’ “R&D International Cannabis and Cannabinoids Institute” nel corso del Balkannabis Expo, una tre giorni che ha avuto luogo ad Atene lo scorso giugno e che aveva, come focus principale, la Ricerca e le ultime proprietà terapeutiche degli estratti di Cannabis, sull'argomento ha detto:

“Il cannabidiolo è un farmaco molto efficace per tantissime patologie – ha spiegato Russo a Sanità Informazione - ha effetti antiinfiammatori molto forti, quindi riduce le infiammazioni e il dolore, ma protegge anche il cervello da problemi come traumi cranici o ictus. Ci sono inoltre diversi segnali che indicano come il CBD potrebbe proteggere il cervello da malattie degenerative come l’Alzheimer e altre patologie che causano demenza. Il CBD ha inoltre dimostrato un’ottima efficacia nel curare gravi convulsioni. Al momento, negli Stati Uniti siamo in attesa dell’approvazione di un farmaco a base di cannabidiolo che dovrebbe avvenire il prossimo mese”.

 


 
 

I Cannabinoidi nelle malattie neurodegenerative: il morbo di Parkinson

Il Morbo di Parkinson è una malattia degenerativa che colpisce principalmente il sistema nervoso centrale.

Lo studio scientifico Effects of cannabidiol in the treatment of patients with Parkinson’s disease: An exploratory double-blind trial mette in evidenza come l’uso di CBD tende a migliorare la qualità della vita dei pazienti senza l’effetto psicoattivo del THC.

Come lavora il CBD?

Lo Studio citato da un campione di 119 pazienti ha selezionato 21 pazienti divisi in tre gruppi che sono stati trattati rispettivamente con placebo, CBD con 75 mg al giorno e al terzo gruppo 300 mg di CBD al giorno.
 
Una settimana prima del trial e nell'ultima settimana di trattamento i partecipanti sono stati valutati in relazione a vari punteggi quali sintomi motori e generali, benessere e qualità della vita e possibili effetti neuroprotettivi.
 
I risultati indicano come i gruppi trattati con CBD 300 mg al giorno avevano punteggi medi significativamente diversi nel benessere e qualità della vita!
 
Il Team di scienziati nella conclusione del proprio studio scrivono “I nostri risultati indicano un possibile effetto del CBD nel migliorare la qualità della vita nei pazienti con Parkinson senza comorbidità psichiatriche; tuttavia, sono necessari studi con campioni più grandi e obiettivi specifici prima di poter trarre conclusioni definitive”.
 
Altri Studi indicano che i Cannabinoidi dimostrano la propria efficacia terapeutica relativamente ai disturbi associati al movimento, grazie alla riduzione di discinesia, una forma di tremore e distonia indotta da L-DOPA nel morbo di Parkinson. Per Leggere lo Studio Clicca Qui!
 
 

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