Ashwagandha: a cosa serve e cosa dice la scienza

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Ashwagandha-benefici-proprietà
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L’ashwagandha è uno degli integratori botanici più studiati degli ultimi anni, soprattutto per il suo possibile ruolo nel supporto alla gestione dello stress. Non è una soluzione rapida né una sostanza miracolosa, ma una pianta adattogena su cui esistono dati clinici interessanti, in particolare su stress, ansia e qualità del sonno.

Che cos'è l'ashwagandha?

L'ashwagandha (il nome scientifico è Withania somnifera) è un piccolo arbusto che cresce spontaneamente in India, Sud Africa e, sorprendentemente, anche in Sicilia e Sardegna. La conosci forse anche come "ginseng indiano" o "ciliegia d'inverno", anche se botanicamente non ha nulla a che fare con il ginseng vero. Da oltre 3.000 anni la sua radice è uno dei rimedi più usati nella medicina ayurvedica, dove viene considerata un vero e proprio tonico per il corpo e per la mente.

Oggi è classificata come adattogeno, cioè una sostanza che sembra aiutare l’organismo a modulare la risposta allo stress fisiologico, senza un effetto sedativo diretto.

I protagonisti dell'azione dell' ashwagandha si chiamano withanolidi: sono i composti attivi della pianta, in particolare il withanolide A, il withanolide D e la withaferina A. Trovi anche altre sostanze come alcuni alcaloidi specifici, ma sono i withanolidi quelli su cui si concentra la maggior parte della ricerca scientifica.

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  • non sono medicinali;
  • sono ottenuti da varietà di canapa iscritte nel Registro Comune Europeo e nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla l. 242/2016;
  • sono stati regolarmente notificati nel Portale Europeo dei Prodotti Cosmetici (CPNP).

A cosa serve l'ashwagandha?

L’Ashwagandha è un tonico-adattogeno utile per:

  • gestire lo stress quotidiano
  • alleviare i sintomi di ansia
  • migliorare la qualità del sonno
  • contrastare la stanchezza fisica e mentale
  • sostenere le naturali difese dell'organismo

Come agisce l’ashwaganda?

Il meccanismo più studiato riguarda la modulazione dell’asse dello stress, noto come asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA).

In condizioni di stress prolungato, questo sistema può risultare iperattivato, con aumento del cortisolo. Alcuni studi suggeriscono che l’ashwagandha possa contribuire a:

  • modulare la risposta fisiologica allo stress
  • ridurre i livelli di cortisolo in contesti di stress cronico
  • favorire un migliore adattamento dell’organismo agli stimoli stressanti

Non si tratta quindi di un effetto calmante immediato, ma di una possibile regolazione della risposta allo stress nel tempo.

Ashwagandha: che cosa dice la ricerca scientifica?

  • Ashwagandha contro stress e ansia

Una recente revisione sistematica con meta-analisi, che ha analizzato 15 studi clinici per un totale di 873 partecipanti, ha osservato che l'assunzione di ashwagandha può contribuire a ridurre in modo significativo sia lo stress percepito sia i sintomi dell'ansia rispetto al placebo. I benefici sono emersi anche a livello biologico: dopo circa otto settimane di integrazione, i partecipanti hanno mostrato una diminuzione significativa dei livelli di cortisolo. I ricercatori hanno concluso che l'ashwagandha è un ingrediente ben tollerato e supportato da evidenze scientifiche nel sostegno alla gestione di stress e ansia negli adulti. 

Una revisione del 2026 suggerisce che l’ashwagandha possa avere un potenziale interessante nel ridurre i sintomi di stress, ansia e, in misura più contenuta di depressione. Diversi studi clinici indicano miglioramenti nei livelli di stress percepito e nei sintomi ansiosi, con un ottimo profilo di tollerabilità.

  • Ashwagandha per dormire meglio

Anche sul fronte del sonno, le evidenze scientifiche sull'ashwagandha sono promettenti. Una revisione di cinque studi clinici randomizzati, che ha coinvolto complessivamente 400 partecipanti, ha mostrato che l'assunzione di estratto di ashwagandha può migliorare la qualità del sonno rispetto al placebo. I benefici sono risultati particolarmente evidenti nelle persone con insonnia e dopo un periodo di assunzione di almeno otto settimane. Oltre a favorire un riposo migliore, l'ashwagandha è stata associata anche a una maggiore sensazione di lucidità mentale al risveglio e a una riduzione dei livelli di ansia. Un altro dato rassicurante riguarda la sicurezza: negli studi analizzati non sono stati segnalati effetti collaterali rilevanti.

  • Ashwagandha per chi si allena

Alcuni studi clinici su adulti che svolgono attività fisica regolare suggeriscono che l’assunzione di estratto di ashwagandha possa supportare diversi aspetti della performance fisica, soprattutto in programmi di allenamento di resistenza. In uno studio su adulti sani sottoposti ad allenamento di resistenza per 8 settimane, il gruppo che assumeva ashwagandha ha mostrato:

  • aumenti maggiori di forza su esercizi multiarticolari
  • maggiore incremento di massa muscolare
  • riduzione del danno muscolare percepito

Ashwagandha:  benefici per le donne

La ricerca scientifica sull’ashwaganda è particolarmente interessante per le donne e riguarda tre aree specifiche:

  • Desiderio e funzione sessuale: in uno studio su 80 donne tra i 18 e i 50 anni con basso desiderio sessuale, chi ha assunto 300 mg di estratto due volte al giorno per 8 settimane ha ottenuto miglioramenti significativamente superiori al placebo su desiderio, eccitazione, lubrificazione e soddisfazione sessuale

  • Menopausa: uno studio su 60 donne in transizione menopausale ha registrato, dopo 56 giorni di integrazione, miglioramenti su tutti i fronti: sintomi psicologici, vampate, disturbi urogenitali, con un effetto positivo complessivo sulla qualità della vita. Lo studio ha rilevato anche un riequilibrio di alcuni valori ormonali (estradiolo, progesterone, FSH, LH)

  • Pelle e capelli: uno studio ha valutato l’effetto dell’estratto di radice di ashwagandha su parametri di pelle e capelli in adulti sani con segni di perdita o alterazioni cutanee e tricologiche. Dopo circa 75 giorni, il gruppo che assumeva ashwagandha ha mostrato un miglioramento significativo rispetto al placebo in diversi indicatori oggettivi della salute del capello, tra cui densità, crescita e rapporto tra fase anagen e telogen (cioè il ciclo vitale del capello). Un elemento interessante è che lo studio ha riportato anche un miglioramento della percezione soggettiva del benessere legato a pelle e capelli, senza segnalare eventi avversi rilevanti.

Quando assumere Ashwagandha?

Non c'è una regola fissa per assumere ashwagandha, dipende da cosa stai cercando. Se vuoi gestire stress e ansia durante la giornata, molti la assumono al mattino o a metà giornata. Se invece il tuo obiettivo è dormire meglio, ha più senso prenderla la sera, circa 30-60 minuti prima di andare a letto.

Una buona regola pratica: parti dal dosaggio più basso indicato in etichetta, osserva come reagisce il tuo corpo nelle prime settimane, e non superare mai le dosi consigliate pensando che "di più funzioni meglio" perchè quasi sempre non è così.

L'ashwagandha può avere effetti collaterali?

La sicurezza è uno degli aspetti più importanti quando si parla di integratori botanici. Secondo questo studio, la radice di ashwagandha (Withania somnifera) mostra un profilo di sicurezza favorevole, in particolare per quanto riguarda il fegato e la salute riproduttiva, risultando più rassicurante rispetto ad altre preparazioni erboristiche analizzate. Un elemento interessante emerso dalla ricerca è che non tutte le parti della pianta sono uguali: i risultati supportano l'uso tradizionale degli estratti ottenuti dalla radice, evidenziando l'importanza di distinguere tra radici, foglie e altre parti della pianta quando si valutano efficacia e sicurezza.

Come tutte le sostanze, però, anche l’ashwagandha potrebbe avere effetti collaterali che possono includere diarrea, cefalea, sedazione o nausea e problemi epatici. Ricorda anche che l’ashwagandha non deve essere utilizzata durante la gravidanza o l’allattamento.

L’ashwagandha può interagire con i farmaci?

L'ashwagandha può interferire con alcuni farmaci, come:

  • Farmaci per il diabete: può aumentarne l'effetto, con rischio di ipoglicemia.
  • Ormoni tiroidei: può alzare i livelli di T3 e T4.
  • Immunosoppressori (per esempio dopo un trapianto, o in alcune malattie autoimmuni): potrebbe contrastarne l'azione.
  • Sedativi e farmaci per dormire: l'effetto rilassante può sommarsi, aumentando la sonnolenza
  • la sonnolenza.

Chi dovrebbe evitare l’ashwagandha?

Ci sono alcune situazioni in cui è meglio evitare l'ashwagandha, o assumerla solo con il via libera del medico:

  • bambini e adolescenti, perché non ci sono studi adeguati su questa fascia d'età
  • gravidanza e allattamento, per la scarsità di dati di sicurezza
  • chi ha problemi epatici
  • chi assume farmaci per tiroide, diabete, sistema immunitario o sonno
  • chi ha patologie autoimmuni, per il possibile effetto stimolante sul sistema immunitario

Se prendi uno di questi farmaci, parlane con il tuo medico prima di iniziare.

Ashwagandha in caramelle 

Se l'idea di calcolare dosaggi e orari ti sembra complicata, le nostre caramelle rilassanti possono essere un buon punto di partenza per affrontare lo stress della giornata in modo più semplice: caramelle gommose con estratto di canapa e ashwagandha, pensate per chi cerca un modo pratico e discreto di gestire i momenti di tensione, senza dover pensare a contare le gocce. Le caramelle con ashwaganda sono in arrivo!

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