CBD per gatti: che cosa dice la scienza?

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Il CBD per gatti sta attirando sempre più attenzione come possibile supporto naturale per felini che vivono stress, dolore o infiammazione cronica. Dal sollievo dall’ansia da separazione alla gestione del dolore nella stomatite cronica o nell’osteoartrite, il cannabidiolo sembra offrire effetti benefici sul benessere felino grazie alla sua interazione con il sistema endocannabinoide, che regola umore, appetito, risposta immunitaria e dolore.

Diversi studi scientifici hanno iniziato a esplorare in modo rigoroso come il CBD agisce nei gatti, valutandone sicurezza ed efficacia su condizioni comuni nella vita domestica dei nostri amici a quattro zampe. In questo articolo analizziamo le principali evidenze scientifiche disponibili, per capire quando e come il CBD può essere un alleato naturale per migliorare la qualità di vita dei gatti.

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CBD per gatti: qual è il meccanismo d'azione del CBD?

Il meccanismo d'azione del cannabidiolo nei gatti si basa principalmente sulla sua interazione con il sistema endocannabinoide, che è presente in tutti i mammiferi, compresi i felini. Questo sistema svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell'omeostasi, ovvero l'equilibrio fisiologico, e regola numerosi processi corporei come l'umore, l'appetito, il dolore, l'infiammazione e le risposte immunitarie. Il sistema endocannabinoide nei gatti, e in altri mammiferi, è composto dagli endocannabinoidi e dai recettori CB1 e CB2. Questi recettori si trovano in diverse aree del corpo, tra cui il cervello, il sistema nervoso periferico, il sistema immunitario, il cuore e il tratto gastrointestinale.

I recettori CB1 si trovano principalmente nel sistema nervoso centrale, e sono coinvolti nella modulazione del dolore, delle emozioni, dell'umore e dell'apprendimento. Il CBD può influenzare la loro attività indirettamente, contribuendo a ridurre l'ansia, il dolore e a migliorare il comportamento nei gatti agitati.

I recettori CB2 invece sono principalmente localizzati nel sistema immunitario e nei tessuti periferici. Il cannabidiolo interagisce con i recettori CB2 per modulare risposte infiammatorie e immunitarie. Nel caso lo stress del gatto sia la conseguenza di un dolore cronico o di un’infiammazione, il CBD potrebbe aiutare a ridurre la risposta infiammatoria nei tessuti periferici, alleviando il dolore e migliorando il benessere del gatto.

Il cannabidiolo può anche influenzare i livelli di anandamide, un endocannabinoide coinvolto nel miglioramento dell'umore e nel rilassamento. Un aumento dei livelli di anandamide può aiutare a ridurre l'ansia e a migliorare l'umore nei gatti stressati.

Ora vediamo, più nel dettaglio, le evidenze scientifiche a disposizione sul CBD per gatti.

CBD per gatti: le evidenze scientifiche sull'ansia da separazione

Uno studio ha valutato gli effetti della somministrazione di CBD sull’ansia da separazione in dieci gatti domestici sani. I soggetti hanno affrontato due sessioni di separazione breve dal loro caregiver: una successivamente a un trattamento di due settimane con CBD (4 mg/kg al giorno) e una dopo la somministrazione di un placebo, nello specifico olio di girasole.

Durante il ritorno del caregiver, il comportamento dei gatti è stato analizzato e suddiviso in tre categorie:

  • Secure Base Effect: comportamento equilibrato caratterizzato da brevi contatti con il caregiver alternati a esplorazione indipendente dell’ambiente

  • Stress persistente: ricerca eccessiva di vicinanza fisica, segnale di disagio emotivo non risolto

  • Comportamento disorganizzato: evitamento, conflitto tra avvicinamento e fuga

I dati hanno mostrato che, dopo la somministrazione di placebo, i gatti tendevano a passare più tempo in contatto fisico insistente con il caregiver oppure in comportamenti di evitamento. Invece, i gatti che avevano ricevuto CBD come supporto, trascorrevano più tempo in prossimità del caregiver, mantenendo una distanza equilibrata e mostrando un comportamento più sicuro e rilassato.

La differenza tra la condizione CBD e la condizione placebo è risultata statisticamente significativa (p < 0.01). Con una probabilità di errore inferiore all'1% (p < 0.01), possiamo essere sicuri che il cambiamento osservato sia davvero merito del CBD e non un caso o una coincidenza.  Il CBD ha davvero avuto un effetto positivo nei gatti sani, riducendo i segni di stress e favorendo un comportamento più stabile alla riunione con il caregiver. Tornando alle categorie menzionate sopra, i gatti a cui è stato somministrato CBD, hanno mostrato una manifestazione più chiara della Secure Base Effect rispetto a quando avevano ricevuto il placebo.

Un altro studio ha mostrato che un estratto di CBD privo di THC, somministrato quotidianamente a gatti sani per 26 settimane, è stato ben assorbito e ben tollerato. Non sono emerse differenze clinicamente rilevanti nei parametri di salute tra i gatti che hanno assunto CBD e il gruppo placebo. L'unico lieve aumento di alanina (un enzima coinvolto nei processi metabolici delle cellule del fegato) che è stato osservato, è risultato comunque entro limiti di sicurezza.

Il CBD sembra essere quindi un supporto naturale promettente per il benessere a lungo termine dei nostri amici felini. 

CBD per gatti: uno studio sulla stomatite felina

Il meccanismo d'azione del cannabidiolo nei gatti si basa principalmente sulla sua interazione con il sistema endocannabinoide, che è presente in tutti i mammiferi, compresi i felini. Questo sistema svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell'omeostasi, ovvero l'equilibrio fisiologico, e regola numerosi processi corporei come l'umore, l'appetito, il dolore, l'infiammazione e le risposte immunitarie.

Il sistema endocannabinoide nei gatti, e in altri mammiferi, è composto principalmente da due recettori: CB1 e CB2. Questi recettori si trovano in diverse aree del corpo, tra cui il cervello, il sistema nervoso periferico, il sistema immunitario, il cuore e il tratto gastrointestinale.

I recettori CB1 si trovano principalmente nel sistema nervoso centrale, e sono coinvolti nella modulazione del dolore, delle emozioni, dell'umore e dell'apprendimento. Il CBD può influenzare la loro attività indirettamente, contribuendo a ridurre l'ansia, il dolore e a migliorare il comportamento nei gatti agitati.

I recettori CB2 invece sono principalmente localizzati nel sistema immunitario e nei tessuti periferici. Il cannabidiolo interagisce con i recettori CB2 per modulare risposte infiammatorie e immunitarie. Nel caso lo stress del gatto sia la conseguenza di un dolore cronico o di un’infiammazione, il CBD potrebbe aiutare a ridurre la risposta infiammatoria nei tessuti periferici, alleviando il dolore e migliorando il benessere del gatto.

Il cannabidiolo può anche influenzare i livelli di anandamide, una molecola coinvolta nel miglioramento dell'umore e nel rilassamento. Un aumento dei livelli di anandamide può aiutare a ridurre l'ansia e a migliorare l'umore nei gatti stressati.

CBD per gatti: è ben tollerato?

Uno studio ha mostrato che un estratto di CBD privo di THC, somministrato quotidianamente a gatti sani per 26 settimane, è stato ben assorbito e ben tollerato. Non sono emerse differenze clinicamente rilevanti nei parametri di salute tra i gatti che hanno assunto CBD e il gruppo placebo. L'unico lieve aumento di alanina (un enzima coinvolto nei processi metabolici delle cellule del fegato) che è stato osservato, è risultato comunque entro limiti di sicurezza. Il CBD sembra essere quindi un supporto naturale promettente per il benessere a lungo termine dei nostri amici felini.

Un altro studio ha valutato come il CBD venga assorbito e tollerato dai gatti quando somministrato per via orale in olio di girasole a diverse dosi. Otto gatti sani sono stati divisi in gruppi e hanno ricevuto singole dosi di 2,5, 5, 10, 20, 40 o 80 mg/kg, con almeno due settimane di intervallo tra una dose e l’altra. I ricercatori hanno monitorato comportamento, esami del sangue, parametri biochimici, esame fisico e livelli di CBD nel plasma prima e dopo ogni somministrazione. Tutti i gatti hanno completato lo studio senza problemi. Il CBD è stato rilevato nel sangue di tutti i gatti, e i livelli aumentavano in modo proporzionale alla dose somministrata. Non sono stati osservati effetti collaterali significativi: gli unici lievi segni temporanei sono stati scuotimento della testa, leccamento delle labbra e salivazione aumentata subito dopo l’assunzione. Gli esami del sangue hanno mostrato lievi diminuzioni di alcuni parametri renali (BUN e creatinina) ma senza valori preoccupanti.

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CBD per gatti: conclusioni

Pur non sostituendo le cure veterinarie, il CBD può essere un supporto naturale prezioso per migliorare il benessere dei gatti, da integrare in un approccio globale che consideri salute, comfort e qualità della vita. È fondamentale però scegliere prodotti di alta qualità, ottenuti da materie prime tracciabili e da filiere controllate, per garantire sicurezza ed efficacia al tuo amico a quattro zampe.

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