Una guida completa all'utilizzo del CBD

Sempre più persone si avvicinano al CBD, il cannabinoide dai promettenti effetti terapeutici che, a differenza del THC, non provoca alterazioni psicofisiche.

Abbiamo pensato questa pagina come una sorta di foglietto informativo essenziale per chi cerca un primo approccio con il cannabidiolo, forti della nostra esperienza di coltivatori, produttori e distributori di estratti di cannabis.

E proprio grazie alla nostra esperienza, ci rendiamo conto di quanto ancora ci sia confusione in questo ambito, sia a livello di prodotti che dal punto di vista informativo e legislativo.


Che cos'è il CBD

La Canapa o Cannabis, pianta facente parte della famiglia delle Cannabaceae è da secoli utilizzata dalle popolazioni del mondo per i suoi diversi usi: da quelli più controversi, legati alle sue proprietà psicotrope a quelli terapeutici, più vicini all'argomento che tratteremo di seguito.
Parliamo di canapa, perché è proprio da questa pianta che si estraggono diverse molecole/composti chimici chiamati "Fitocannabinoidi".
Tra gli oltre 100 Fitocannabinoidi finora identificati, i più conosciuti e maggiormente usati sono il THC e il CBD. Il CBD, a differenza del THC, non ha effetti psicoattivi, al contrario, aiuta a contrastare gli effetti psicoattivi del THC.
Molte persone stanno cominciando infatti ad apprezzare il CBD e i suoi benefici, e diversi studi scientifici stanno portando avanti ricerche sugli effetti e sulle possibili applicazioni. L'interesse da parte della comunità scientifica per il potenziale terapeutico del CBD è sempre maggiore: è già stato utilizzato in diversi studi scientifici, per il trattamento di numerose problematiche di salute ed è oggi riconosciuto tra gli elementi principali della cosiddetta "Cannabis Terapeutica".

Il processo produttivo

L’estrazione del CBD avviene partendo da varietà di cannabis iscritte al registro comunitario europeo e ammesse alle coltivazioni a uso industriale. Si tratta di cannabis con un basso contenuto di THC (sempre al di sotto dello 0,2% come previsto dai limiti di legge). All'inizio viene ricavato un estratto grezzo dalla pianta di canapa. In questo estratto ci sono tanti componenti della pianta, il CBD e quantità minori di altri cannabinoidi, clorofilla, cera, terpeni e tutto ciò che si può estrarre dalla pianta lo troviamo nella prima fase di estrazione che ha l'aspetto di una melassa scura e che conserva al suo interno tutto lo spettro di molecole della pianta di canapa.

Partendo da questo primo estratto, si susseguono varie fasi di raffinazione, che conducono man mano a ottenere una sempre maggiore purezza nel prodotto finale. Quanto più andiamo a raffinare il prodotto e quanto più si focalizza l'attenzione solo su una molecola specifica, tanto più nell'estratto finale ritroviamo alte percentuali di CBD e una quantità decisamente inferiore di tutte le altre sostanze. Una volta superata la soglia dell'80% di purezza del CBD all'interno dell'estratto, questo inizia a solidificare o, usando il termine specifico, a cristallizzare. Solo in questa fase si possono individuare i primi cristalli nell'estratto.

Il processo di raffinazione prosegue fino a eliminare tutto ciò che non sia cannabidiolo puro e ottenere un estratto finale puro al 99% e oltre: in pratica, con il cristallo abbiamo la molecola pura di cannabidiolo (CBD).


Come interagisce il cbd?

Il cannabidiolo (CBD) modula alcuni meccanismi che già sono esistenti e in atto nel nostro organismo. In sostanza, nel momento in cui si attua uno squilibrio o uno scompenso nel nostro corpo, la modulazione provveduta dal cannabidiolo (CBD) - che agisce, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un processo infiammatorio - tende a ripristinare l'equilibrio originario. Il cannabidiolo (CBD) comporta quindi una modulazione indiretta di una alterazione del sistema endocannabinoide umano provocata da patologie o traumi.

Sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide (ECS) è un sistema biologico presente nel corpo umano che agisce sulla regolazione di una grande varietà di processi sia fisiologici che cognitivi, come l’appetito, la sensazione di dolore o l’umore. E’ composto da una serie di specifici recettori che interagiscono con i cannabinoidi. I recettori cannabinoidi sono quindi come delle caselle di posta che ricevono le informazioni dai cannabinoidi, “messaggeri” che agiscono nel nostro corpo, e si dividono in due tipologie, denominate CB1 e CB2.

I cannabinoidi

I cannabinoidi sono composti chimici capaci di interagire con questi recettori specifici, e si possono trovare in tre forme: endogena, naturale e sintetica.

Cannabinoidi endogeni (endocannabinoidi)

I cannabinoidi endogeni sono composti organici che si generano all’interno del corpo umano e agiscono nell’ambito del sistema nervoso centrale e periferico. Si tratta, di fatto, di una classe di messaggeri lipidici capaci di interagire con i recettori cannabinoidi che costituiscono il sistema endocannabinoide. Per il momento sono cinque gli endocannabinoidi noti alla comunità scientifica: anandamine, arachidonoglicerolo, noladin, virodamina, N-arachidonoildopamina.

Cannabinoidi naturali
(fitocannabinoidi)

I fitocannabinoidi sono presenti nella pianta di Cannabis e sono concentrati nella sua resina viscosa. Per il momento, la ricerca scientifica è riuscita a identificare come minimo 113 diversi cannabinoidi presenti nella cannabis. La scienza ha studiato - e continua a studiare - in particolare i tre fitocannabinoidi più abbondanti nella pianta di cannabis: il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il cannabidiolo (CBD) e il cannabinolo (CBN). Oltre ai tre cannabinoidi principali, è necessario considerare la presenza del cannabigerolo (CBG): un cannabinoide non psicoattivo scoperto nel 1964. Il cannabigerolo (CBG) è composto dall’acido cannabigerolico (CBGA). Questo, nel corso della maturazione della pianta, può trasformarsi grazie all’azione di alcuni enzimi negli altri cannabinoidi già citati.

Cannabinoidi sintetici

Sono i cannabinoidi realizzati in laboratorio per poi essere impiegati a scopo terapeutico come componente di vari farmaci. I cannabinoidi sintetici simulano le caratteristiche degli endocannabinodi, interagendo con i recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide dell’organismo.


CBD e THC

Torniamo a parlare dei due principali cannabinoidi presenti in natura: THC e CBD sono utilizzati, con finalità diverse, in ambito terapeutico. Entrambi comportano benefici per la salute umana: il THC è antispamodico, analgesico, anticonvulsivo, antinfiammatorio, è in grado di stimolare l’appetito e le proprietà antiematiche. Il CBD ha effetti antinfiammatori, anticonvulsivi, antipsicotici, antiossidanti, neuroprotettivi e immunomodulatori.

THC e CBD quali sono le differenze?

Il THC ha caratteristiche psicotrope al contrario del CBD che, invece, è in grado di contrastare l’azione del THC. Una ulteriore differenza tra THC e CBD sta nella capacità del primo di legarsi al recettore CB1, presenti nel sistema nervoso centrale, al contrario del cannabidiolo che invece interagisce con il recettore CB2, presente in varie zone del corpo umano, in maniera particolare nel sistema immunitario.


CBD e cannabis light

Proviamo a fare un po' di chiarezza: prima di tutto "Cosa significa Cannabis Light?" Quella che viene chiamata – forse in maniera troppo semplicistica con questo termina, è da intendersi come l’intera gamma di vari preparati derivati da infiorescenze essicate di cannabis in cui la concentrazione di THC sia compresa tra lo 0,2% e lo 0,6%. Light (leggero) è l’aggettivo che indica, per l’appunto, una bassissima concentrazione del principio attivo che è responsabile degli effetti psicotropi della cannabis. In questo momento storico, per la maggior parte delle persone CBD e cannabis light sono associate principalmente alle infiorescenze ad uso tecnico per il grande sviluppo commerciale che hanno avuto sul territorio, con l’apertura di numerosi shop dedicati. Ma il CBD è presente in diverse forme. Vediamo quali.


Le forme del CBD

Olio, cristalli, capsule, eliquid, cosmetici: a ciascuno il suo. La grande differenza tra i diversi prodotti risiede esclusivamente nella forma in cui si presenta il CBD, e quindi nella sua modalità di assunzione.

Gli oli ad esempio, i più conosciuti del "gruppo" sono utilizzati per la loro efficace e rapida azione sull'organismo, data dall'assunzione sublinguale. E' realizzato in diverse concentrazioni per adattarsi meglio alle specifiche evidenze. Gli Oli sono inoltre caratterizzati dalla presenza di diversi cannabinoidi, dando vita ad un prodotto cosiddetto Full Spectrum. Al contrario, invece, i cristalli sono scelti per la loro assoluta presenza di un unico componente della cannabis, nel nostro caso CBD o CBG. Si assumono preferibilmente attraverso un vaporizzatore adatto allo scopo, in grado di controllare la temperatura. Gli Eliquids, caratterizzati dalla presenza di un aroma naturale ed assiati perciò ad una modalità di consumo differente - una sorta di CBD "On the Go"- Utilissimi per godere del piacere dello svapo, senza dover necessariamente assumere nicotina. Il CBD infine, può essere utilizzato in dermocosmesi, associando quindi i benefici della cannabis alla cute.


Quando e come assumere il CBD

Il CBD (Cannabidiolo) ha acquisito in questi anni molta importanza per la sua applicazione in ambito terapeutico. La strada da percorrere sia da parte della ricerca medica che delle istituzioni è ancora lunga ma, da quando i primi studi ne hanno messo in luce le proprietà benefiche, la cannabis gode di una particolare attenzione.

Le proprietà del CBD

Diverse sono le proprietà terapeutiche attribuite al CBD. Alcune di queste sono ampiamente sostenute da ricerche scientifiche, altre sono frutto delle esperienze dei consumatori che nel mondo ne apprezzano convintamente le qualità. Vediamone alcune:

  • Proprietà analgesiche e anti-infiammatorie: riduce la percezione del dolore grazie alla sua azione sul sistema endocannabinoide presente nel corpo umano. I cannabinoidi si legano infatti ai recettori presenti nel cervello e stimolano risposte in diverse zone del corpo, favorendo meccanismi neurologici benefici.

  • Proprietà ansiolitiche: è stato dimostrato che mitiga i sintomi associati al Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) e al Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), che secondo diverse ricerche sono causati anche da una carenza di anandamide nel sistema endocannabinoide umano.

  • Proprietà antipsicotiche: alcune prove scientifiche suggeriscono che il cannabidiolo aiuta a trattare la schizofrenia ed altri problemi di salute mentale, come il disturbo bipolare.
  • Proprietà antiemetiche: gli oli di CBD possono facilmente ridurre questo disturbo, trattando efficacemente i sintomi di rigetto. Gli oli di CBD sono facilmente digeribili, non contengono componenti chimici e non sprigionano i sapori sgradevoli dei normali farmaci antiemetici, ricchi di antiacidi e bismuto.

  • Proprietà anticonvulsivanti: il CBD sarebbe molto efficace nella terapie per trattare alcune forme di epilessia infantile, tra cui la Sindrome di Dravet.

  • Proprietà energizzanti: noto per i suoi effetti calmanti, il CBD offre anche proprietà energizzanti, grazie alla sua azione detossinanate e alla capacità di rafforzare le cellule del corpo umano, contribuendo alla loro corretta rigenerazione. È anche un ottimo antiossidante, secondo uno studio del 2008, addirittura migliore delle vitamine C e E.

CBD quanto prenderne?

Il quantitativo di CBD da assumere è molto soggettivo, dipende dalle singole esigenze, se usiamo il cannabidiolo in maniera terapeutica o meno. Il metabolismo del CBD essendo implicato in molti processi fisiologici come modulatore di altri sistemi, non solo quello endocannabinoide, è molto personale. “Ascoltarsi” è la risposta giusta, partendo da poche gocce e cercare così la dose necessaria per le proprie esigenze individuali. Ovviamente se viene usato per patologie specifiche è importante e consigliato consultare un medico, ci sono anche utenti che per i quali è necessaria una concentrazione maggiore di cannabidiolo.
Se vuoi saperne di più, ti invitiamo a scaricare la guida in PDF

Esiste un rischio di sovradosaggio?

In letteratura viene riportato che il massimo dosaggio utilizzato su esseri umani è di 1500mg CBD/die, con buona tolleranza ed assenza di particolari effetti collaterali. In generale, gli studi riportano che il CBD ha una bassa tossicitá. Ad oggi non risultano dati in letteratura che approfondiscono i rischi di sovradosaggio legati anche ad altri fattori, fra tutti la presenza di particolari condizioni patologiche e la contemporanea assunzione di determinati farmaci. In generale, gli studi riportano che il CBD ha una bassa tossicitá. Ad oggi non risultano dati in letteratura che approfondiscono i rischi di sovradosaggio legati anche ad altri fattori, fra tutti la presenza di particolari condizioni patologiche e la contemporanea assunzione di determinati farmaci.

Effetti collaterali CBD

Una revisione di oltre 130 lavori pubblicati in letteratura riporta che anche per elevati dosaggi di CBD (fino a 1500mg/die) non vi siano significativi effetti collaterali. Il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicato nel 2018 ha evidenziato come non ci siano,più in generale, significativi effetti rischiosi per la salute umana ma, piuttosto, diverse applicazioni mediche del CBD. Secondo il rapporto dell’OMS il cannabidiolo ha un buon profilo di sicurezza ed è ben tollerato dagli esseri umani e dagli animali. Inoltre, sempre secondo il report, il CBD non ha alcun effetto psicoattivo, non induce dipendenza fisica e non è associato ad alcun effetto negativo sulla salute pubblica. Nonostante le rassicurazioni pubblicate sia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da una revisione stilata dai ricercatori della Harvard Medical School, alcuni studi presentati negli ultimi anni hanno anche indicato alcuni possibili effetti collaterali.


Enecta, sinonimo di qualità e sicurezza made in Italy

Enecta, azienda con una lunga esperienza in estratti di cannabis per il mercato terapeutico, ha da sempre scelto di inserire nei propri prodotti esclusivamente prodotti di alta qualità e realizzati in Italia.

Una guida completa all'utilizzo del CBD

Sempre più persone si avvicinano al CBD, il cannabinoide dai promettenti effetti terapeutici che, a differenza del THC, non provoca alterazioni psicofisiche.

Abbiamo pensato questa pagina come una sorta di foglietto informativo essenziale per chi cerca un primo approccio con il cannabidiolo, forti della nostra esperienza di coltivatori, produttori e distributori di estratti di cannabis.

E proprio grazie alla nostra esperienza, ci rendiamo conto di quanto ancora ci sia confusione in questo ambito, sia a livello di prodotti che dal punto di vista informativo e legislativo.


Che cos'è il CBD

La Canapa o Cannabis, pianta facente parte della famiglia delle Cannabaceae è da secoli utilizzata dalle popolazioni del mondo per i suoi diversi usi: da quelli più controversi, legati alle sue proprietà psicotrope a quelli terapeutici, più vicini all'argomento che tratteremo di seguito.
Parliamo di canapa, perché è proprio da questa pianta che si estraggono diverse molecole/composti chimici chiamati "Fitocannabinoidi".
Tra gli oltre 100 Fitocannabinoidi finora identificati, i più conosciuti e maggiormente usati sono il THC e il CBD. Il CBD, a differenza del THC, non ha effetti psicoattivi, al contrario, aiuta a contrastare gli effetti psicoattivi del THC.
Molte persone stanno cominciando infatti ad apprezzare il CBD e i suoi benefici, e diversi studi scientifici stanno portando avanti ricerche sugli effetti e sulle possibili applicazioni. L'interesse da parte della comunità scientifica per il potenziale terapeutico del CBD è sempre maggiore: è già stato utilizzato in diversi studi scientifici, per il trattamento di numerose problematiche di salute ed è oggi riconosciuto tra gli elementi principali della cosiddetta "Cannabis Terapeutica".

Il processo produttivo

L’estrazione del CBD avviene partendo da varietà di cannabis iscritte al registro comunitario europeo e ammesse alle coltivazioni a uso industriale. Si tratta di cannabis con un basso contenuto di THC (sempre al di sotto dello 0,2% come previsto dai limiti di legge). All'inizio viene ricavato un estratto grezzo dalla pianta di canapa. In questo estratto ci sono tanti componenti della pianta, il CBD e quantità minori di altri cannabinoidi, clorofilla, cera, terpeni e tutto ciò che si può estrarre dalla pianta lo troviamo nella prima fase di estrazione che ha l'aspetto di una melassa scura e che conserva al suo interno tutto lo spettro di molecole della pianta di canapa.

Partendo da questo primo estratto, si susseguono varie fasi di raffinazione, che conducono man mano a ottenere una sempre maggiore purezza nel prodotto finale. Quanto più andiamo a raffinare il prodotto e quanto più si focalizza l'attenzione solo su una molecola specifica, tanto più nell'estratto finale ritroviamo alte percentuali di CBD e una quantità decisamente inferiore di tutte le altre sostanze. Una volta superata la soglia dell'80% di purezza del CBD all'interno dell'estratto, questo inizia a solidificare o, usando il termine specifico, a cristallizzare. Solo in questa fase si possono individuare i primi cristalli nell'estratto.

Il processo di raffinazione prosegue fino a eliminare tutto ciò che non sia cannabidiolo puro e ottenere un estratto finale puro al 99% e oltre: in pratica, con il cristallo abbiamo la molecola pura di cannabidiolo (CBD).


Come interagisce il cbd?

Il cannabidiolo (CBD) modula alcuni meccanismi che già sono esistenti e in atto nel nostro organismo. In sostanza, nel momento in cui si attua uno squilibrio o uno scompenso nel nostro corpo, la modulazione provveduta dal cannabidiolo (CBD) - che agisce, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un processo infiammatorio - tende a ripristinare l'equilibrio originario. Il cannabidiolo (CBD) comporta quindi una modulazione indiretta di una alterazione del sistema endocannabinoide umano provocata da patologie o traumi.

Sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide (ECS) è un sistema biologico presente nel corpo umano che agisce sulla regolazione di una grande varietà di processi sia fisiologici che cognitivi, come l’appetito, la sensazione di dolore o l’umore. E’ composto da una serie di specifici recettori che interagiscono con i cannabinoidi. I recettori cannabinoidi sono quindi come delle caselle di posta che ricevono le informazioni dai cannabinoidi, “messaggeri” che agiscono nel nostro corpo, e si dividono in due tipologie, denominate CB1 e CB2.

I cannabinoidi

I cannabinoidi sono composti chimici capaci di interagire con questi recettori specifici, e si possono trovare in tre forme: endogena, naturale e sintetica.

Cannabinoidi endogeni (endocannabinoidi)

I cannabinoidi endogeni sono composti organici che si generano all’interno del corpo umano e agiscono nell’ambito del sistema nervoso centrale e periferico. Si tratta, di fatto, di una classe di messaggeri lipidici capaci di interagire con i recettori cannabinoidi che costituiscono il sistema endocannabinoide. Per il momento sono cinque gli endocannabinoidi noti alla comunità scientifica: anandamine, arachidonoglicerolo, noladin, virodamina, N-arachidonoildopamina.

Cannabinoidi naturali (fitocannabinoidi)

I fitocannabinoidi sono presenti nella pianta di Cannabis e sono concentrati nella sua resina viscosa. Per il momento, la ricerca scientifica è riuscita a identificare come minimo 113 diversi cannabinoidi presenti nella cannabis. La scienza ha studiato - e continua a studiare - in particolare i tre fitocannabinoidi più abbondanti nella pianta di cannabis: il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il cannabidiolo (CBD) e il cannabinolo (CBN). Oltre ai tre cannabinoidi principali, è necessario considerare la presenza del cannabigerolo (CBG): un cannabinoide non psicoattivo scoperto nel 1964. Il cannabigerolo (CBG) è composto dall’acido cannabigerolico (CBGA). Questo, nel corso della maturazione della pianta, può trasformarsi grazie all’azione di alcuni enzimi negli altri cannabinoidi già citati.

Cannabinoidi sintetici

Sono i cannabinoidi realizzati in laboratorio per poi essere impiegati a scopo terapeutico come componente di vari farmaci. I cannabinoidi sintetici simulano le caratteristiche degli endocannabinodi, interagendo con i recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide dell’organismo.


CBD e THC

Torniamo a parlare dei due principali cannabinoidi presenti in natura: THC e CBD sono utilizzati, con finalità diverse, in ambito terapeutico. Entrambi comportano benefici per la salute umana: il THC è antispamodico, analgesico, anticonvulsivo, antinfiammatorio, è in grado di stimolare l’appetito e le proprietà antiematiche. Il CBD ha effetti antinfiammatori, anticonvulsivi, antipsicotici, antiossidanti, neuroprotettivi e immunomodulatori.

THC e CBD quali sono le differenze?

Il THC ha caratteristiche psicotrope al contrario del CBD che, invece, è in grado di contrastare l’azione del THC. Una ulteriore differenza tra THC e CBD sta nella capacità del primo di legarsi al recettore CB1, presenti nel sistema nervoso centrale, al contrario del cannabidiolo che invece interagisce con il recettore CB2, presente in varie zone del corpo umano, in maniera particolare nel sistema immunitario.


CBD e cannabis light

Proviamo a fare un po' di chiarezza: prima di tutto "Cosa significa Cannabis Light?" Quella che viene chiamata – forse in maniera troppo semplicistica con questo termina, è da intendersi come l’intera gamma di vari preparati derivati da infiorescenze essicate di cannabis in cui la concentrazione di THC sia compresa tra lo 0,2% e lo 0,6%. Light (leggero) è l’aggettivo che indica, per l’appunto, una bassissima concentrazione del principio attivo che è responsabile degli effetti psicotropi della cannabis. In questo momento storico, per la maggior parte delle persone CBD e cannabis light sono associate principalmente alle infiorescenze ad uso tecnico per il grande sviluppo commerciale che hanno avuto sul territorio, con l’apertura di numerosi shop dedicati. Ma il CBD è presente in diverse forme. Vediamo quali.


Le forme del CBD

Olio, cristalli, capsule, eliquid, cosmetici: a ciascuno il suo. La grande differenza tra i diversi prodotti risiede esclusivamente nella forma in cui si presenta il CBD, e quindi nella sua modalità di assunzione.

Gli oli ad esempio, i più conosciuti del "gruppo" sono utilizzati per la loro efficace e rapida azione sull'organismo, data dall'assunzione sublinguale. E' realizzato in diverse concentrazioni per adattarsi meglio alle specifiche evidenze. Gli Oli sono inoltre caratterizzati dalla presenza di diversi cannabinoidi, dando vita ad un prodotto cosiddetto Full Spectrum. Al contrario, invece, i cristalli sono scelti per la loro assoluta presenza di un unico componente della cannabis, nel nostro caso CBD o CBG. Si assumono preferibilmente attraverso un vaporizzatore adatto allo scopo, in grado di controllare la temperatura. Gli Eliquids, caratterizzati dalla presenza di un aroma naturale ed assiati perciò ad una modalità di consumo differente - una sorta di CBD "On the Go"- Utilissimi per godere del piacere dello svapo, senza dover necessariamente assumere nicotina. Il CBD infine, può essere utilizzato in dermocosmesi, associando quindi i benefici della cannabis alla cute.


Quando e come assumere il CBD

Il CBD (Cannabidiolo) ha acquisito in questi anni molta importanza per la sua applicazione in ambito terapeutico. La strada da percorrere sia da parte della ricerca medica che delle istituzioni è ancora lunga ma, da quando i primi studi ne hanno messo in luce le proprietà benefiche, la cannabis gode di una particolare attenzione.

Le proprietà del CBD

Diverse sono le proprietà terapeutiche attribuite al CBD. Alcune di queste sono ampiamente sostenute da ricerche scientifiche, altre sono frutto delle esperienze dei consumatori che nel mondo ne apprezzano convintamente le qualità. Vediamone alcune:

  • Proprietà analgesiche e anti-infiammatorie: riduce la percezione del dolore grazie alla sua azione sul sistema endocannabinoide presente nel corpo umano. I cannabinoidi si legano infatti ai recettori presenti nel cervello e stimolano risposte in diverse zone del corpo, favorendo meccanismi neurologici benefici.

  • Proprietà ansiolitiche: è stato dimostrato che mitiga i sintomi associati al Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) e al Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), che secondo diverse ricerche sono causati anche da una carenza di anandamide nel sistema endocannabinoide umano.

  • Proprietà antipsicotiche: alcune prove scientifiche suggeriscono che il cannabidiolo aiuta a trattare la schizofrenia ed altri problemi di salute mentale, come il disturbo bipolare.
  • Proprietà antiemetiche: gli oli di CBD possono facilmente ridurre questo disturbo, trattando efficacemente i sintomi di rigetto. Gli oli di CBD sono facilmente digeribili, non contengono componenti chimici e non sprigionano i sapori sgradevoli dei normali farmaci antiemetici, ricchi di antiacidi e bismuto.

  • Proprietà anticonvulsivanti: il CBD sarebbe molto efficace nella terapie per trattare alcune forme di epilessia infantile, tra cui la Sindrome di Dravet.

  • Proprietà energizzanti: noto per i suoi effetti calmanti, il CBD offre anche proprietà energizzanti, grazie alla sua azione detossinanate e alla capacità di rafforzare le cellule del corpo umano, contribuendo alla loro corretta rigenerazione. È anche un ottimo antiossidante, secondo uno studio del 2008, addirittura migliore delle vitamine C e E.

CBD quanto prenderne?

Il quantitativo di CBD da assumere è molto soggettivo, dipende dalle singole esigenze, se usiamo il cannabidiolo in maniera terapeutica o meno. Il metabolismo del CBD essendo implicato in molti processi fisiologici come modulatore di altri sistemi, non solo quello endocannabinoide, è molto personale. “Ascoltarsi” è la risposta giusta, partendo da poche gocce e cercare così la dose necessaria per le proprie esigenze individuali. Ovviamente se viene usato per patologie specifiche è importante e consigliato consultare un medico, ci sono anche utenti che per i quali è necessaria una concentrazione maggiore di cannabidiolo.
Se vuoi saperne di più, ti invitiamo a scaricare la guida in PDF

Esiste un rischio di sovradosaggio?

In letteratura viene riportato che il massimo dosaggio utilizzato su esseri umani è di 1500mg CBD/die, con buona tolleranza ed assenza di particolari effetti collaterali. In generale, gli studi riportano che il CBD ha una bassa tossicitá. Ad oggi non risultano dati in letteratura che approfondiscono i rischi di sovradosaggio legati anche ad altri fattori, fra tutti la presenza di particolari condizioni patologiche e la contemporanea assunzione di determinati farmaci. In generale, gli studi riportano che il CBD ha una bassa tossicitá. Ad oggi non risultano dati in letteratura che approfondiscono i rischi di sovradosaggio legati anche ad altri fattori, fra tutti la presenza di particolari condizioni patologiche e la contemporanea assunzione di determinati farmaci.

Effetti collaterali CBD

Una revisione di oltre 130 lavori pubblicati in letteratura riporta che anche per elevati dosaggi di CBD (fino a 1500mg/die) non vi siano significativi effetti collaterali. Il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicato nel 2018 ha evidenziato come non ci siano,più in generale, significativi effetti rischiosi per la salute umana ma, piuttosto, diverse applicazioni mediche del CBD. Secondo il rapporto dell’OMS il cannabidiolo ha un buon profilo di sicurezza ed è ben tollerato dagli esseri umani e dagli animali. Inoltre, sempre secondo il report, il CBD non ha alcun effetto psicoattivo, non induce dipendenza fisica e non è associato ad alcun effetto negativo sulla salute pubblica. Nonostante le rassicurazioni pubblicate sia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da una revisione stilata dai ricercatori della Harvard Medical School, alcuni studi presentati negli ultimi anni hanno anche indicato alcuni possibili effetti collaterali.


Enecta, sinonimo di qualità e sicurezza made in Italy

Enecta, azienda con una lunga esperienza in estratti di cannabis per il mercato terapeutico, ha da sempre scelto di inserire nei propri prodotti esclusivamente prodotti di alta qualità e realizzati in Italia.